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il 27 agosto 2014
Ognuno si affezionerà ad uno dei personaggi perché ci si riconoscerà o perché così vorrebbe essere, ma sarà inevitabile che ognuno accompagni il lettore fino alla fine non tanto per lo svolgersi delle vicende ma per i caratteri netti e chiari che li contraddistinguono. Una chiarezza che si intravede anche nella diversità di espressione dei sentimenti e nei comportamenti così ben descritti. Una sincerità di emozioni e di atteggiamenti.
Una vita normale di tutti i giorni sconvolta di colpo ...perché l'essere umano insegue sempre, a volte ossessivamente la perfezione, e spesso non si accorge che fondamentale è il percorso e non la meta. Soprattutto se questa si scopre irraggiungibile.
La bellezza del libro sta nel poter comprendere, senza sottolinearlo, che la debolezza e la forza è in ognuno di noi. E che al di lá degli eventi, davvero abbiamo il libero arbitrio... Accompagnato però dal giudizio, perenne onnipresente su noi stessi, sugli altri, da parte di chi amiamo, di chi vorremmo amare ecc.
Ben scritto, si segue con facilità e in alcuni punti con avidità. Solo alcuni passaggi risultano un po' ripetitivi ma forse perché approfondiscono sensazioni descritte nel minimo dettaglio. Piacevole e ben congegnato questo passaggio tra personaggi così diversi e intrecciati ...questo groviglio di anime ...o queste anime così aggrovigliate!
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il 19 marzo 2014
Ho acquistato questo romanzo sulla scia dell’entusiasmo suscitato in me dalla lettura dei primi due libri di questo autore, riguardanti la vita del Maestro Beethoven (“Il dio sordo”). Naturalmente ero consapevole già leggendo la sinossi che mi sarei trovata di fronte a una storia del tutto diversa, in cui il sesso ricopre un ruolo centrale e se ne parla in modo esplicito. Non mi sono scandalizzata o stupita, quindi.
O meglio: mi sono stupita, ma in senso positivo. La storia è avvincente, la lettura scorrevole. La vita dei protagonisti è trattata da più punti di vista, anche guardando al loro rapporto con i figli. I personaggi vengono descritti bene, analizzati e resi credibili (cosa nient’affatto scontata).
Mi ha colpito come l’autore ha saputo dosare il tono giocoso, la descrizione anche fantasiosa di molte scene, con un tono viceversa più serio e un linguaggio più esplicito richiesti dalla profonda drammaticità di determinate situazioni. Drammaticità che va ben oltre il mero sesso.
Detto questo non nascondo che comunque c’è stata una scena che mi ha disturbato perché parecchio volgare e che ho trovato eccessiva, anche se inserita in un contesto che in qualche modo la giustificava.
Alla fine credo che con questo romanzo Antonio Scotto di Carlo abbia affrontato e superato un difficile banco di prova, perché scrivere un libro piccante mirando solo a suscitare scalpore e ad attirare i lettori con fantasie inconfessabili è una cosa piuttosto semplice. Questo invece è un libro che parla di sesso, sì, ma lo fa per descrivere al contempo le complesse dinamiche della vita di coppia, scavando a fondo nel cuore e nella mente dei protagonisti, con un'assoluta coerenza e con una trama solida.
Consigliato per una lettura intrigante e originale, potrà a mio avviso sorprendere anche chi non è amante di questo genere.
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il 31 marzo 2014
Questo ultimo affascinante,geniale, lavoro di Antonio Scotto di Carlo non è per niente un fratello minore dei due recenti romanzi beethoveniani “Il dio sordo” dello stesso Autore. Anzi direi che non è nemmeno un lontano parente, perché se nelle due precedenti e anch’esse geniali biografie romanzate del grande Musicista lo stile è in qualche modo “antico”, fatto su misura per far immergere il lettore nel mondo della Vienna “caput mundi”della musica in quella epoca, qui Scotto di Carlo inventa un modo di scrivere e di narrare completamente nuovo , spigliato, dove l’immediatezza delle varie situazioni, anche le più intime, vengono proposte in tutta la loro naturalezza . La lettura è scorrevole sia per il largo uso dei dialoghi che per la varie sorprese che tengono alto l’interesse.
L’asse portante di questo romanzo che definirei “psicologico” è il Desiderio; il Desiderio che non trova mai soluzione, il Desiderio pungolo dell’intera esistenza dell’Uomo che desidera e quando ha raggiunto l’oggetto del desiderio si sente nuovamente inappagato e vuole ancora desiderare fino a rimanere intrappolato in una spirale senza fine.
Un’altra geniale trovata dell’Autore è quella di presentare al lettore la personale visione dei fatti da parte dei principali protagonisti. Egli ci descrive una situazione con gli occhi di Barbara e poi la stessa situazione vista da Amedeo. Il problema è di facile soluzione se affrontato da Glenda e diventa un dramma se affrontato dal punto di vista di Alessio.
Insomma, un intreccio di risvolti psicologici ed esistenziali che non possono non conquistare il lettore e fargli dire: “ Davvero la vita è così, davvero l’Autore, come lo psicologo, ha scandagliato l’anima dei suoi personaggi e ne ha estratto tutto il Bene e il Male che alberga in essi. I protagonisti del romanzo non sono più personaggi inventati ma siamo noi, con le nostre voglie, i nostri desideri, i nostri tormenti, la nostra umanità!”.
Un’ultima considerazione: si riscontrano nel romanzo dei dettagli, dei rimandi , dei particolari che vengono brevemente descritti in un capitolo e poi nuovamente ripresi in capitoli successivi. Questo richiamo dell’Autore a momenti già menzionati può non essere avvertibile dal lettore a una prima lettura. A mio parere il romanzo richiede, dopo un lasso di tempo più o meno breve, una rilettura: come un appassionato di pittura ammira un quadro nella sua interezza per poi ritornare e godersi i particolari , così il lettore scoprirà, rileggendo il romanzo, aspetti che gli erano sfuggiti e avrà una visione ancor più perfetta di tutto l’affresco dipinto da una mano sapiente.
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il 23 maggio 2014
La storia è raccontata con leggerezza ed eleganza, l’intreccio è intelligente e intrigante, capace di creare suspance e colpi di scena continui, ingredienti che ti spingono a leggere il romanzo d’un soffio. I personaggi principali partono da dei cliché e se nella prima parte della storia presentano a momenti dei tratti quasi caricaturali, nel corso della narrazione questi ultimi vanno acquistano consistenza, fino a diventare degli esseri a tutto tondo, con una vita e sentimenti propri, capaci di trasformarsi e di evolvere, a volte in modo persino imprevedibile, in base alle circostanze di vita. Personaggi le cui reazioni a tratti sembrano stupire lo stesso creatore. l’impressione è infatti che l’ autore, sebbene onnisciente, a momenti, impari a conoscere sfumature del carattere delle proprie creature insieme al lettore. Tutto il romanzo, e in particolare la seconda parte, senza per questo perdere la leggerezza iniziale, offre numerosi spunti di riflessione circa la natura dei sentimenti e delle relazioni umane. Infine l’uso della metafora che nella descrizione degli atti sessuali risulta a tratti spezzare la tensione che forse meriterebbe di essere mantenuta un po’ più viva, in altre occasioni ci regala dei mirabili esempi di linguaggio morbido e altamente poetico.
Antonio Scotto con questo romanzo ci ha offerto insomma una testimonianza in più della sua capacità di coniugare leggerezza e profondità, caratteristica che lo contraddistingue , capacità che già ci era stata rivelata nel suo primo romanzo Il dio sordo.
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il 30 luglio 2014
Faccio la stessa premessa di tutte le mie recensioni: non sono assolutamente un esperto. Ho dato il massimo dei voti perchè la prima caratteristica di un libro per me deve essere la capacità di spingermi ad andare avanti, di creare in me voglia di leggere. E questo romanzo ci riesce in pieno! Iniziato e terminato in un paio di giorni, ho trascorso un intero sabato a leggere pur di conoscere il seguito della storia. Trama intrigante e intrecci studiati perfettamente. Risvolti delle situazioni per nulla banali. Tutti i personaggi possono essere associati a persone che abbiamo vicino nella vita quotidiana ma durante lo svolgimento della storia, Antonio indaga dentro di loro facendo emergere l'altra faccia che ognuno di noi ha, e che spesso non emerge in presenza altrui. Mi è piaciuto davvero tanto. Unica nota leggermente stonata per quanto mi riguarda, le scene di sesso. A parte un paio di volte, mi sono ritrovato a volerle superare velocemente nella lettura, il perchè non saprei spiegarlo; probabilmente dipende dal mio stato d'animo. Ma è un particolare che non compromette minimamente la qualità del libro.
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il 10 settembre 2014
Dopo "il dio sordo", Antonio Scotto si è buttato in uno stile totalmente nuovo ai miei occhi e, nonostante la facilità di ritrovarsi in una storia banale, già sentita e noiosa, 2 mogli, 2 mariti e un lampadario è risultato essere un romanzo intrigante e non scontato, già solo per questo vale la pena leggerlo.

Adoro i libri che mi prendono subito, quelli che letto il primo capitolo il danno è fatto e non passo giorno e minuto senza pensare a cosa succederà nei capitoli successivi. Così non è stato per questo romanzo (per me ovviamente, è un fatto relativo) che è partito in maniera tranquilla, senza grossi eventi originali, magari interessanti ma niente che mi faceva dire “caspita figo!” Cosa che è arrivata circa a metà libro invece. L’originalità in questa storia a mio parere non sta tanto negli eventi in sé, ma nel modo in cui questi vengono osservati, raccontati e sentiti.
In questa storia ti ritrovi in cinque vite diverse, vesti i panni di persone con sentimenti e punti di vista molto differenti perché differenti sono i loro caratteri e la loro storia. Mi sono ritrovata molto spesso innervosita da alcuni personaggi raccontati, perché non è sempre semplice doversi calare nei panni di una persona che secondo il tuo ragionamento ha dei pensieri offensivi e non viene ritratto dall'autore come il chiaro antagonista, ma proprio questa piccola rabbia alimentava la fame di lettura.
La verità è che buona parte dei libri raccontano un mondo “fatato”, non nel senso di fantasy, ma nel senso che ciò che leggi è come attutito dalla morale dello scrittore, e questo è in genere più semplice da accettare perché c’è comunque un chiaro “cattivo” e un “buono” e lo scrittore riesce a convincerti il più delle volte.
In questo romanzo lo scrittore pare essersi in parte annullato per calarsi nei panni ora di una donna vittima dei pensieri maschilisti e ora in un maschilista vero proprio, e maschilista è la parola che uso io per come ho sentito ad esempio una certa scena della storia. Perché il bello di questa storia è che è come guardare dentro una casa, dentro i pensieri di una persona e secondo il proprio bagaglio culturale e morale farne la propria personalissima deduzione di cosa è giusto e cosa è sbagliato, magari nessuno oltre a me ha visto del maschilismo, per fare un esempio.

Indipendentemente da questo e dalla storia in sé, finisci arricchita di qualcosa, almeno per me è così. E quel qualcosa in più credo sia la sensazione che giudicare è facile. Ok non è una grande scoperta, ma sono quel tipo di scoperte che credi di aver compreso e in realtà capirai altre mille volte nella vita, in mille situazioni diverse e man mano la tua coscienza migliora, il tuo esser capace di ascoltare e osservare si fa più nobile.
E’ una storia che ti regala una piccola esperienza, punti di osservazione in più.

Poco importa che tu sia d’accordo o meno con ciò che succede, con ciò che vedi o con il punto di vista dell’autore (che pare scorgersi nell’epilogo finale) proprio come succede nella vita di tutti i giorni l’essenziale è che ciò che osservi ti entri dentro in modo positivo, in modo costruttivo. Così mi è successo in questo libro.
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il 3 maggio 2014
L’originalità del titolo mi ha prima incuriosito e poi spronata all’acquisto di questo libro che è il primo che leggo di quest’autore.
Inizialmente vengono delineati i vari personaggi, Amedeo e Glenda – Alessio e Barbara e Sonia, le loro personalità, il loro modo di pensare, i loro sogni e la quotidianità della loro vita affettiva e familiare.
Particolare e divertente con le sue metafore, il modo di raccontare inizialmente, della vita sessuale di queste due coppie completamente differenti una dall’altra e senza essere mai volgari.
L’autore è bravissimo nel raccontarci i vari stati d’animo dei protagonisti, i loro pensieri, le loro aspirazioni e con il procedere nella lettura si resta avvinti alla trama incapaci di staccarsene.
Sonia è il personaggio cardine della storia, che suo malgrado riesce a sconvolgere il ménage di queste due coppie.
Mi è piaciuta molto la storia che riguarda Ubaldo, personaggio dolce e timidissimo.
Il finale della storia è notevole, mi ha spiazzato la scelta di Alessio, che nella sua bellissima lettera, spiega le sue motivazioni in maniera cruda e spietata ma pur veritiera.
“sono bastate poche nuvole per oscurare il sole e scatenare la tempesta”
E’ certamente un bel libro con una trama avvincente, particolare e insolita, e proprio per questo raggiunge per quel che mi riguarda il punteggio massimo.
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il 15 giugno 2014
Mi trovo oggi a recensire questo romanzo. Ho cominciato a leggerlo temendo di non riuscire a entrare in sintonia con i personaggi. Non a causa dello scritto in sè, quanto del genere che non è molto nelle mie corde. Devo dire che, al contrario, più mi addentravo nella storia, più i personaggi vivevano e si muovevano nella mia mente.
Due famiglie a confronto, due realtà del nostro tempo.
Da una parte la famiglia di Amedeo e Glenda, lui avvocato di successo e lei casalinga inappuntabile; dall'altra Alessio e Barbara, lui psicologo affermato e lei madre premurosa ma insoddisfatta.
Due famiglie unite da legami di parentela che vengono messi a dura prova quando Sonia e un lampadario, irrompono nelle loro vite. Sonia, questa ragazzina passionale e disinibita ma anche fragile è il perno di tutta la vicenda. Sarà lei a rompere i fragili equilibri su cui poggiano le vite dei quattro protagonisti. Ammetto che, all'inizio, non amavo questo personaggio. La trovavo superficiale e menefreghista, ma mi sono dovuta ricredere. Lo stile dell'autore è pulito e scorrevole, anche crudo in alcuni punti. Ho apprezzato molto questa storia perchè i tradimenti, le mezze verità, la troppa tranquillità matrimoniale, la perfezione di facciata e l'insoddisfazione sono cose con cui ci troviamo a combattere tutti i giorni. Unico appunto che faccio all'autore sono le riflessioni, in alcune parti le ho trovate un pochino pesanti e fuorvianti. Ma si tratta del mio parere. Questo libro è una finestra aperta sulla normalità e la vita di tutti i giorni, con le sue gioie e i suoi drammi, e lo consiglio caldamente.
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il 27 aprile 2014
Ho potuto apprezzare appieno la bravura quest’autore grazie alla lettura dei due volumi de “Il dio sordo” in cui viene narrata con rara maestria la vita di Beethoven.
Con questo nuovo romanzo, ammiro innanzitutto la sua voglia di rimettersi in discussione con una storia completamente diversa a cominciare dallo stile: dal sapore ottocentesco i primi due, molto più informale e “quotidiano” l’ultimo.
Qui viene narrata parallelamente la storia di due coppie sposate e contemporaneamente il vissuto sentimentale di una ragazza che in qualche modo scombussolerà entrambe. Ciascuna delle due coppie è completamente diversa dall’altra: dove una è più pudica e tradizionale l’altra è più trasgressiva e alla ricerca di nuove sensazioni; ma entrambe devono affrontare sfide che rischieranno di minare per sempre equilibri già fragili di per sé.
Con una capacità unica nello scandagliare le emozioni dell’animo sia femminile che maschile, il lettore riesce ad immedesimarsi in ognuno dei personaggi. Infine, particolare non scontato, l’autore riesce a descrivere dettagli e situazioni della vita intima delle coppie senza scadere mai nel volgare o nella becera ossessione di suscitare scandalo per attrarre l’attenzione di chi legge.
Posso affermare con certezza che anche questa sfida è stata superata alla grande e con una storia completamente diversa da “Il dio sordo”, Antonio mette in risalto anche la sua ecletticità.
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il 21 maggio 2014
Sicuramente non è il mio genere.
L 'ho letto perché ho letto i due libri precedenti di questo autore cioè quelli su Beethovenn e li avevo trovati fantastici, però in questo romanzo non ho riconosciuto l'Antonio Scotto che mi aveva tanto emozionato con "il Dio sordo" la scrittura benché bella mi ha dato l'idea che abbia richiesto uno sforzo all'autore per banalizzarla e la trama non mi ha convinta. In ogni caso faccio i miei migliori auguri all'autore perché continui a scrivere e magari regalarci una.nuova perla come i suoi due libri precedenti.
di Maura P.
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