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il 21 novembre 2017
Il libro ve lo consiglio. L'unico appunto durante la lettura ho dovuto fare più volte mente locale per ricordami che la storia è ambientata in un paesino delle Alpi ma l'autore ha aggiunto diversi elementi che non esistono proprio sulle Alpi ma è tutto tipicamente Stati Uniti, qualche esempio:
Il solito Motel sulla statale.
La solita tavola calda sull'orlo del fallimento, con titolare lercio e cameriera di età indefinita con un'improbabile tinta capelli, quest'ultima è costretta a lavorare in quanto di sicuro ha in casa il solito marito alcolizzato, e perditempo. Il ristorante ha la classica fumosa sala da biliardo, ed è frequentato principalmente da feccia umana (camionisti), qui l'autore ha dimenticato di aggiungere la solita banda di motociclisti suprematisti bianchi.
Il personaggio principale anche se non viene detto apertamente, è il solito agente federale rigorosamente vestito in giacca e cravatta, addirittura in un paragrafo ci viene detto che si è vestito a "Principe di Galles". Agente che è venuto a rompere le balle alla locale stazione dello sceriffo, e nessuno può rispondere e tutti debbono obbedire in quanto è un'agente governativo. Ovviamente gli agenti locali vengono descritti in sovrappeso e forti mangiatori di donuts (ciambelle), e non solo dilettanti e impreparati nel loro lavoro.
Il procuratore distrettuale ovviamente... donna tacco 12, cattiva sempre in tailleur vera divisa della donna autoritaria, che tiene testa a ogni uomo.
Poi c'è la giornalista d'assalto pure lei tacco-munita, ovviamente con troupe televisiva a seguito. I tecnici TV possiedono pure l'elicottero.
La chiesa locale detta confraternita anch'essa è tipicamente Americana, una chiesa protestante puritana all'estremo, direi quasi una setta.
Insomma l'autore poteva benissimo ambientarla in qualche monte degli Stati Uniti.
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il 8 giugno 2016
Devo assegnargli cinque stelle o solo una ? Sembra una domanda assurda, eppure è proprio quella che mi sto ponendo in questo momento, in cui ho appena terminato di leggere il romanzo, che mi ha avvinto e tenuto legato al mio Kindle, per tre giorni. Conosco Carrisi, è il suo quarto romanzo che leggo, e quindi mai so i suoi pregi e i suoi difetti. La storia è però diversa dalle altre, decisamente meno violenta e angosciante, ma con un'atmosfera claustrofobica e a tratti lugubre che ti entra dentro. Parteggi per alcuni personaggi, ne odi altri. Il protagonista, Vogel, è di una insopportabilità geniale, a suo modo, un vero mostro. L'altro protagonista, il professore, a tratti diventa irritante, per il suo buonismo francescano.Sua moglie è di uno squallore assoluto. Ma Carrisi è Carrisi, e chi ha letto anche soli "Il suggeritore", sa che di lui non bisogna mai fidarsi e che ama barare. Ho provato ad andare a rivedermi i passi del romanzo che mi sembravano più a rischio e "incriminanti"e ho notato che la vera furberia dell'autore è l'omissione.E qui sta il punto ! In questo romanzo, si è forse spinto troppo oltre, forse credendo di essere la grande Agatha Christie, ma lei poteva permettersi di scrivere "Dalle nove alle dieci", il buon Carrisi, no ! Dei due "colpi di scena" di cui parla il giornalista della recensione, il primo è veramente eccezionale, specialmente nella rivelazione della costruzione e del movente (dimenticando, per un momento, i dubbi di prima...), ma il secondo è veramente banale : sfido chiunque abbia letto due o tre gialli a non aver capito tutto a due terzi del romanzo.
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il 12 maggio 2017
Carrisi si conferma un ottimo scrittore con il suo stile fluido è mai ridondante. La storia è tutta ambientata in un paesino delle Alpi, Avechot. La trama è concentrata sul rapporto tra il protagonista Vogel e i mass media che hanno la capacità di santificare o crocifiggere una persona perché si sa .... la gente non vuole la verità ma solo un colpevole. Ciò non togliere un finale a sorpresa per me ben riuscito.
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il 27 novembre 2017
Primo libro che leggo di questo autore
Stile di scrittura buono
La lettura è piacevole ed abbastanza avvincente fino a quando la storia evolve in un finale ( o due?) inverosimile e posticcio che sembra proprio messo lì fuori contesto giusto per stupire
Piuttosto fastidioso anche il richiamo a fatti di cronaca più o meno recenti
Personaggi tutti un po’ sopra le righe
Riflessioni sulla invadenza dei media e sulla loro manipolazione dell opinione pubblica poco originali
Non so se leggerò altri libri di questo autore
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il 22 maggio 2018
Premetto che è il primo libro di Carrisi che leggo e devo dire che non mi ha sorpreso per niente.
La trama è ispirata a mille romanzi polizieschi (la cittadina con una comunità isolata, il diner sulla statale, il detective che indaga sulla scomparsa di una ragazzina che frequenta una confraternita religiosa...), il tutto gira molto lentamente raccontando in modo molto prolisso l'impatto dei media sull'evento e concentrandosi solo in secondo piano sul vero motivo dell'indagine almeno per 3/4 del libro poi il tutto subisce un'accelerata nella narrazione che porta ad una conclusione frettolosa e poco descrittiva e soddisfacente forse per enfatizzare sul "colpo di scena" finale che poi tanto colpo non è...inoltre ho trovato i continui salti temporali (un continuo avanti e indietro nei giorni seguenti la scomparsa della bambina) molto fastidiosi e confusionari oltre che abbastanza inutili nell'economia del racconto.
Peccato perché un paio di personaggi potevano essere interessanti ma per il resto nulla di che. Probabilmente altri romanzi di Carrisi sono interessanti ma questo dice davvero poco.
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il 29 novembre 2017
Ho comprato questo libro di Carrisi incuriosito dalla pubblicità fatta al film ,che comunque non ho ancora visto, ed è stata una sorpresa. E' un giallo scritto benissimo! Molto accurato , originale nell'ambientazione e nella descrizione della psicologia di tutti i personaggi. Come ogni buon thriller che si rispetti tiene incollato il lettore fino alla fine con più di un colpo di scena. Un libro che compete benissimo con altro libri scritti da autori stranieri sopratutto americani. Consiglio assolutamente agli amanti del genere e non solo.
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il 2 ottobre 2017
Semplicemente un altro libro geniale di Carrisi!!!è vero che il finale sembra ua forzatura ed un voler a tutti i costi spiegare tutto ma è un bel colpo di scena in ogni caso.....libro scritto al solito magistralmente ma che rispetto al solito ci fa anche riflettere.....forse da oggi non guarderò più con gli stessi occhi certi eventi in tv.....leggete e vedrete che sarete d'accordo con me!!!!
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il 11 dicembre 2017
Un thriller "psichiatrico", un agente speciale che fa il giustiziere e che ama farsi vedere in televisione, disposto a creare prove pur di arrestare un mostro e prendersi il merito e per di più arriva a fare il giustiziere quando il "mostro" lo mette nel sacco e lo deride di fronte ai superiori e, l'opinione pubblica. .Il finale è del tutto inaspettato, anche se al lettore può venire il sospetto di aver capito, un libro molto avvincente che mette in analisi i comportamenti umani e fa capire come a volte dietro a persone insospettabili possa nascondersi un "serial killer", l'autore invita i genitori ad insegnare ai propri figli a fare attenzione a chi si incontra per strada e a non fidarsi, allo stesso tempo fa capire che certi atteggiamenti dei genitori non sempre aiutano i ragazzi ad aprirsi e confidarsi. Un libro che è anche un analisi del mondo della stampa , di chi è preposto ad amministrare la legge e di chi in nome della legge abusa del suo potere per ergersi a giustiziere.
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il 25 giugno 2017
Romanzo eccellente con finale più che inatteso prosa scorrevole e personaggi studiati ad hoc dove tutto fila perfettamente secondo le varie distorsioni mentali che Carrisi sa mettere in scena, consigliato senza dubbio ai lettori abituali, unica pecca una certa lentezza nello svolgersi della narrazione con un precipitarsi della vicenda negli ultimi due capitoli!
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il 6 marzo 2016
Apprezzo molto i romanzi di Carrisi e a mio avviso questo è il più particolare, nuovo e inusuale.
Già dalle prime pagine l'atmosfera di Avechot ti entra nelle ossa e non ti abbandona più. E mano a mano che ti inoltri nella vicenda non riesci a staccartene in un crescendo sommesso ma inesorabile. Da cinque stelle piene.
Fino al finale, che ho trovato talmente forzato alla ricerca del colpo di scena da far crollare miseramente tutto il mio entusiasmo... che peccato.
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