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il 26 marzo 2016
 Premessa: Ho letto e recensito questo libro prima che uscisse la versione in italiano e quindi l ho chiamato col nome originale: Magicians of the God invece che 'Il ritorno degli dei'.

Recensione Graham Hancock ' Il ritorno degli dei

Come forse sapete sono diventato un grande fan di Graham Hancock.

Il suo primo libro famoso,'Le Impronte Degli Dei' (Impronte degli dei), secondo me è un libro davvero importante, tant'è che gli ho dato cinque stelle. Dare cinque stelle a libri di storia alternativa per me è un avvenimento piuttosto raro, ma questo è fatto talmente bene, sia da un punto di vista di scrittura, sia da un punto di vista di raccolta dati che lo reputo un libro assolutamente essenziale per tutti i curiosi.
Un passo indietro: il contesto di Impronte degli dei e Ritorno degli dei

Tra il '92/'93 quando ha scritto il primo libro e il 2015, quando è uscito questo, Graham Hancock ha scritto una serie di libri sui più disparati argomenti, e anche alcuni romanzi ma il tema principale è sempre stata la cripto-archelologia.

Quando ho saputo (dalla sua notevole pagina Facebook) che sarebbe uscito con un nuovo saggio, il quale sarebbe stato a tutti gli effetti il seguito de Le Impronte Degli Dei, l'ho subito prenotato e l'ho letto non appena mi è arrivato. È in inglese, la copertina è abbastanza oscena però mi ha fatto piacere leggerlo in lingua originale. I libri in italiano sono tradotti bene, ma secondo me leggere una prosa di un autore in lingua originale è sempre molto più 'avvolgente'.

Quando dico oscena intendo oscena: ho la versione inglese (la prima uscita) con copertina fatta con paint nel 92 e tenuta nel cassetto fino ad allora

Avevo già letto anche Supernatural, (Che in italiano è Sciamani ' Sciamani. I maestri dell'umanità e mi era davvero molto piaciuto. Questo libro, più che un seguito, secondo me è un addendum, tant'è che fa riferimento più e più volte a Le Impronte Degli Dei. Secondo me quest'ultimo va letto prima di Magician Of The Gods' senza si perde davvero molto.

Leggi anche: Bill Bryson - La breve storia di (quasi) tutto - Storia (molto) breve di quasi tutto

Di cosa parla Il ritorno degli dei di Graham Hancock?

In questo libro Hancock si toglie un po' di sassolini dalle scarpe. Se infatti negli anni '90 quando ha scritto il primo libro le sue teorie erano tutte teorie da provare e quindi non c'era quella che lui definisce la smoking gun (Cioè l'arma del delitto), in questi vent'anni sono uscite moltissime notizie che vanno nella direzione dei suoi libri: per esempio in Turchia ( Gobekli Tepe in turco ' Portasar/ Montagna Ombelico in armeno) sono state scoperte delle costruzioni gigantesche sottoterra: esse hanno almeno 11.000 anni se non di più. In Indonesia (Gunung Padang) hanno scoperto che un tempio che si credeva fosse semplicemente sul cucuzzolo di una collina era a tutti gli effetti la punta della piramide con delle camere non molto diversa da quelle che si possono vedere in Egitto.

Da aggiungere che dopo avere riscosso tutto il successo che ha avuto con il primo libro, l'autore ovviamente ha avuto molta gente che gli ha dato altre idee e suggerimenti, oltre che delle chiavi di lettura diverse, tant'è che in Ritorno degli Dei ritratta fortemente la teoria di Hapgood dello spostamento della crosta terrestre (unico vero punto debole del primo libro secondo me) e porta una teoria molto più valida scientificamente che è quella dell'impatto dei meteoriti. Tra l'altro proprio Hancock ha fatto un libro riguardante questo specifico argomento, su Marte e l'effetto che ha avuto l'impatto dei meteoriti sul pianeta (altro libro Recensito qui ' Bouval & Hancock ' L'Enigma di Marte L'enigma di Marte).

Qual'è questa nuova teoria?

Hancock afferma che, secondo le sue teorie, quando la Terra stava cominciando a riscaldarsi e stava uscendo dall'ultima glaciazione (Stiamo parlando del 12.000 a.C. circa, stando ai calcoli) ci sia stato un impatto con una cometa proprio dove c'era uno dei più grossi massicci di ghiaccio, per la precisione nel Nord America.

Questo impatto gigantesco ha lasciato un piccolissimo cratere perché cadendo il ghiaccio non ha lasciato segni diretti. Ha lasciato segni indiretti e ai tempi ha creato uno scombussolamento nelle maree devastante, creando numerosi tsunami e causando anni di buio, pioggia e fango'

Successivamente a questo, il mondo sarebbe ripiombato in una nuova era glaciale. Solo dopo altri 3-4 mila anni sarebbe ricaduto un altro meteorite, questa volta in mezzo all'oceano, che avrebbe fatto ripartire tutto il riscaldamento globale e che avrebbe portato la Terra alla temperatura che conosciamo adesso.

La cosa dei meteoriti sembra un po' una scorciatoia, ma nel libro sopra citato (l'enigma di Marte) scritto in tempi non sospetti parla per 400 pagine di come la vita sulla terra sia appesa a un filo.

Anche se non c'è mai la certezza quando si parla di certe cose, molti scienziati a tutti gli effetti ora gli stanno dando ragione. L'ortodossia archeologa ovviamente gli va sempre contro anche se non riesce a spiegare come ci possano essere dei reperti che hanno dai 12.000 ai 20.000 anni.

Comunque Hancock adesso ha trovato la porta aperta e se prima diceva che voleva equalizzare la storia dando spunto a tutte le idee più avanzate, adesso invece è come un fiume in piena e da chiaramente gli spunti per altre ricerche, oltre a fare anche nomi e cognomi delle persone che sono contro queste idee e che assolutamente stanno mettendo i paletti.
Cosa ne penso di Il ritorno degli dei

Magician Of The Gods si legge davvero bene, i capitoli sono più brevi rispetto ai suoi precedenti scritti e l'autore parte subito a cannone, non come al solito in cui il primo terzo di libro viene utilizzato per esporre tutte le varie prove. Questo rafforza la mia idea che questo saggio è un vero e proprio addendum a Le Impronte Degli Dei. E vi dirò di più, mi aspetto che tra una decina o una quindicina di anni mettano insieme questi due libri facendo un summa, tagliando quello che non serve e unificando gli argomenti.

Unica nota di biasimo è il fatto che i capitoli sono secondo me a volte un po' superficiali perché fanno riferimento al libro precedente. Nulla di bloccante e nonostante questo, rimane un'opera da leggere assolutamente.
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il 26 marzo 2018
Hancock è famoso per le sue tesi fantarcheologiche non accettabili.
La sua analisi è tipica di chi vuole fare soldi sull'ignoranza del lettore che non conosce le materie che vengono prese in considerazione (archeologia, storia, storia delle religioni, etnologia, storia dell'arte, ecc.). Il trucco è semplice: si decide la tesi a priori e poi si vanno a cercare gli indizi che la corroborano inquinando inevitabilmente il materiale analizzato. Vengono forniti solo i dati che supportano la tesi dell'autore, occultando o sminuendo tutti quelli che possono distruggerla (tutti dati che ovviamente il lettore non saprà mai, dato che non ha una conoscenza specialistica delle materie), tutte le culture vengono messe in un gran calderone, senza considerare le distanze spaziali e temporali (errore molto grave), dal quale vengono estratti e cuciti tra loro come un mostro di Frankenstein i vari pezzi, per arrivare alla conclusone che ovviamente l'autore aveva ragione. Il metodo è completamente antiscientifico e questo è evidente anche da altri fattori, come ad esempio: il pregiudizio che ci sia stata una cultura madre, molto più avanzata o culturalmente progredita delle altre e dalla quale è derivato un antico sapere (ho notato che l'autore, per essere preso maggiormente sul serio, ha da tempo abbandonato termini come "Atlantide" e simili, che costellavano i suoi primi libri); la lettura naturalistica delle religioni, analizzate solo con la lente astronomica sulla base degli scritti di De Santillana; la teoria strampalata che ci sia stato un enorme diluvio o cataclisma disastroso e globale che ha influenzato i miti delle culture successive, ecc. Tutte teorie e metodi di indagine già smentiti plurime volte da specialisti del settore, tra i quali rientra anche il sottoscritto.
L'analisi del simbolismo di Gobekli Tepe è errata e vengono tralasciati dettagli importantissimi solo per il gusto di sostenere la teoria dell'orologio astronomico e dell'impatto catastrofico. Gli orientamenti delle strutture ci sono, al pari di alcuni simboli astronomici, ma le tesi avanzate da Hancock sono inaccettabili e fragili. Il Dryas Recente è stato un periodo di calo delle temperature, è vero, ma l'impatto climatico è stato diverso a seconda delle regioni, non ci sono stati estinzioni di massa della megafauna, ma solo un clima più rigido, e la teoria dell'impatto cosmico ormai in ambito accademico si sono anche stufati di continuare a smentirla.
Dispiace vedere che molte persone comprino questi libri e credano a quanto scrive questo pseudostudioso, magari attratte dalla promessa truffaldina che leggendo il suo testo possono accedere a verità nascoste da chissà chi, facendo tranquillamente a meno di anni e anni di studi. E' davvero un peccato vedere come certi autori truffino le persone, magari arrivando a credere anche loro alle teorie infondate che scrivono, portando su una strada sbagliata dei lettori che magari comprano il libro solo perchè hanno l'innocente, giustificato ed encomiabile intento di ampliare la propria cultura.
Suggerisco letture più serie, scritte da esperti del settore.
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il 13 giugno 2017
Mi sono sempre piaciuti i libri di Hancock e anche quelli di Bouval.
Le teorie pseudoscientifiche sono divertenti ed interessanti, e se uno li legge come leggerebbe un romanzo di fantascienza, non c'è nulla di male.
Purtroppo troppa gente prende queste teorie come vere, ma ricordiamoci che si tratta di speculazione e non di scienza.
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il 26 luglio 2016
Come sempre il contenuto merita la lettura poichè procede sul suo indemolibile "Impronte degli Dei" riportando interessanti tesi a sua riconferma.
Ma do 2 stelle per la perdita di grinta e fluidità in lettura, già presente in "Civiltà sommerse", in questo libro si dilunga ancora infinitamente a raccontare antiche vicende per poi smentile dopo 40 pagine con le attuali scoperte e ancora decine di pagine su dettagli insignificanti.. a mio avviso ci può stare un accenno conciso ma la concentrazione deve stare sulla tesi come nei suoi primi libri che divoravo letteralmente. Ciò crea solo libri voluminosi e pesanti.
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il 30 maggio 2016
Questo è già il terzo libro che acquisto di questo grande documentarista la mia valutazione e dovuta al fatto che come sempre sono rimasto molto soddisfatto delle sue teorie e identificazioni delle tracce degli antichi austronauti identificati come Dei costruttori che ci hanno aiutato e instradato nel nostro progresso.
Lo consiglio vivamente a tutti come consiglio anche Impronte degli Dei sempre dello stesso scrittore pubblicato vent'anni fa ma sempre di grande effetto a chi piace questa materia
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il 19 agosto 2017
Scritto molto bene, costruito bene, plausibile e soprattutto mi piace il fatto che costruisce la sua inchiesta andando nei luoghi e parlando con le persone che hanno delle teorie valide che escono fuori dagli schemi. Mi era già piacuito il primo scritto nel '95 e questo è sulla stessa linea con degli indizzi in più.
Scorrevole e piacevole
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il 19 maggio 2016
Graham hancock non delude mai, le sue idee convincono, per chi venti anni fa lesse i primi suoi scritti non è una novità . Avessimo tutti un po' più di amore per questa terra e più fiducia in uomini" visionari" come Graham, vivremmo sicuramente meglio con quello che di bello ci offre la nostra Terra.
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il 11 gennaio 2017
Avevo letto anche gli altri libri di Hancock e mi hanno fornito molti spunti di riflessione. Questo, pur se troppo ripetitivo in alcuni punti, mi ha aperto un mondo ancora più incredibile. Concordo pienamente con l'autore su quasi tutto e ne consiglio vivamente la lettura
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il 13 novembre 2017
sono un appassionato dei suoi libri e anche questo mi ha dato informazioni che non conoscevo . Lui e' molto bravo e ha il taglio da giornalista piu' che da scrittore
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il 15 febbraio 2017
Pur con molte criticità il libro si presenta interessante e coerente nella sua ricerca finale ;'l'autorenon vuole a mai distruggere le attuali stime storiche ed archeologiche ma cerca di mostrare suoi fatti reali a vantaggio delle sue tesi;
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