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il 27 marzo 2016
Fondamentalmente mi è piaciuto perché amo lo stile di Franzen, ma anche stavolta non è riuscito a superare "Le Correzioni". Le similitudini sono più deboli, non mi sono affezionata a nessuno dei personaggi e (forse è solo un'impressione mia) ci ho visto molto di David Foster Wallace (personaggi simili ad alcuni di Infinite Jest e di Brevi interviste) ma senza il suo brio. Sinceramente mi aspettavo tantissimo ma mi ha lasciata perplessa.
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il 30 maggio 2016
Purity conferma la grandezza di Franzen, un autore capace di spostare avanti l'asticella della letteratura, di farci comprendere la potenza della frase scritta e la sua unicità nell'era del digitale, del video e del parlato. Ho trovato Purity leggermente inferiore a Libertà e Le correzioni (ma consentitemi il "secondo sguardo", per scovare altre bellezze), solo per il finale che mi è sembrato un po' repentino. Per il resto, Purity è un pezzo di grande letteratura, destinato a rimanere nella storia come gli altri precedenti di Franzen. Di particolare, inoltre, ha una costruzione bellissima e creazioni grandiose, come la straordinaria complessità del rapporto tra Tom e Anabel, talmente complesso da diventare un'opera d'arte in sè. Anche in Purity si esalta quella che mi pare la più grande dote di Franzen, lo scavare negli anfratti più reconditi e nascosti della mente umana e il raccontare quello che c'è dentro. Come ci racconta Franzen da dentro, non riesce nessuno che sia altro dal raccontato. Solo il vero Andreas avrebbe potuto raccontarsi in quel modo, compresi i suoi lati pià oscuri e imbarazzanti, ma il vero Andreas non esiste. Allora tanto più onore allo scrittore americano, augurandomi di non dover apettare molto per leggere il suo prossimo libro.
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il 11 settembre 2016
“Il desiderio di registrare le storie in maniera indelebile, di annotarle con parole permanenti, mi sembra imparentato con la nostra convinzione di non essere fatti di sola biologia.”
Mi sono innamorata di Jonathan Franzen leggendo le trenta pagine de “ Il cervello di mio padre” nella traduzione di Silvia Pareschi edito nel 2013 da Einaudi, da cui è tratta la citazione iniziale.
L’ammirazione si è moltiplicata grazie a “Le correzioni”, con le quali Franzen è saltato in cima alla lista dei mie autori preferiti del semestre -volubilità del lettore seriale al quale ben si adatta, per quanto riguarda naturalmente gli scrittori e i libri, ciò che si legge in Madame Bovary a proposito della donna:” La sua volontà, come il velo del suo cappello tenuto da un cordoncino, palpita a tutti i venti, c’è sempre un desiderio che trascina, e una convenienza che trattiene”.
Data la premessa era logico che considerassi un obbligo leggere “Putity”, ultima creatura di Franzen, pubblicato sempre da Einaudi, tradotto sempre da Silvia Pareschi.
Con la massima umiltà e un pizzico di dolore ma per amore di sincerità, mi tocca confessare che ho trovato “Purity”, per molti versi, deludente.
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il 19 maggio 2016
Bello e avvincente. Franzen è sempre una garanzia:scritto bene e ben ritmato.Personalmente lo ritengo all'altezza delle Correzioni, sarebbe un peccato non leggerlo
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il 1 aprile 2016
Allora. Prendete un bisturi. Sedetevi davanti al vostro partner, vostra madre, padre, parenti. Amici, nemici. Davanti alle vostre paure meno riconoscibili. E con calma e precisione cominciate a districare tutti i nervi, tendini, fasci muscolari, fibre, dei vostri rapporti con il mondo. Questo è più o meno l'effetto di questo libro.
Avvincente come un romanzo di azione, intenso come una serie di sedute psicoterapiche (ma più economico).
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il 13 aprile 2016
Il testo presenta vari personaggi in momenti e periodi storici diversi evidenziando la complessa e contraddittoria rete di relazioni che li lega.
Forse in alcuni punti la trama può sembrare artificiosa, ma serve a penetrare tematiche oggi essenziali per noi tutti. Ho letto una recensione in cui si chiedeva all'autore quali oscuri problemi nascondesse la sua storia familiare. Qualsiasi conoscenza della realtà sociale e la vita che ci investe nelle nostre case fanno capire quanto realistiche siano le descrizioni dei legami affettivi dei personaggi ,al di là dell'esotismo dei miliardari sotto copertura o degli hacker sociopatici che compaiono nel romanzo.
Consigliato a tutti coloro che ,pur amando Tolstoj, hanno sperimentato quanto sbagliata sia la sua distinzione tra famiglie felici ed infelici.
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il 29 agosto 2016
Libro assurdo. Questo lo è. Eppure lui riesce a farsi leggere lo stesso. Secondo me ha tentato qualcosa al di fuori della sua zona di comfort.
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il 17 aprile 2017
Peccato non ci sia la possibilita'delle 6 stelle...La sua bravura è tale (ciò che lo rende antipatico a molti)che riuscirebbe a rendere affascinante anche una rivisitazione dell'elenco telefonico. Senza dubbio il più grande scrittore d'America!
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il 25 febbraio 2017
Bene, a tratti un po' meno, ma non benissimo.
Meglio le parti dove Pip è protagonista, più scorrevoli e chiare, meno quelle ambientate nel passato, a tratti un po' confusionarie o sovrabbondanti, e decisamente superficiali quelle riguardanti internet (ma si sa, è la sua bestia nera).
In definitiva sarebbe un romanzo molto buono se stessimo parlando di un autore qualsiasi, ma Franzen ci ha abituato a ben altro.
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il 21 maggio 2017
Avvertenza: non vi fate ingannare da chi dice che è un libro su internet, WikiLeaks, i social media. Questi come tanti altri sono gli specchietti per allodole disseminati lungo le 600 e passa pagine, per non dire la verità. Che questo libro è il resoconto di un'interminabile seduta di psicanalisi freudiana in cui l'autore/il paziente vomita le sue ossessioni sessuomaniache e la convinzione intima che il mondo giri tutto quanto, per intero, intorno al suo organo riproduttore.
Odioso da leggere per chiunque, ma se uno pensava - sai com'è, in fondo è solo il titolo del libro - che la protagonista del romanzo fosse una giovane donna, risulterà mille volte più odioso.
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