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il 10 agosto 2016
L'autore ci trasporta nel bel mezzo della fine del mondo. L'umanità ha creato dei mostri giganti come armi biologiche, ma ore ne paga le conseguenza. L'azione parte quando la situazione è già sfuggita di mano e, grazie a uno stratagemma interessante, al lettore viene concesso di conoscere i retroscena che hanno portato a quel punto.
Stiamo parlando di un racconto agile e rapido, il cui punto più interessante consiste proprio nella costruzione dell'ambientazione, nei mostri - e sopratutto delle creature generate a loro volta dai kaiju - e nel fragile momento in cui si svolge l'azione, sul punto dell'apocalisse.
Se, come l'autore ha affermato nell'introduzione, ci saranno altri racconti su questo setting, potremmo leggerne delle belle.
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il 31 luglio 2016
Non conosco altri autori italiani che si siano cimentati con il genere narrativo dei mostri giganti di spiccata tradizione giapponese, pertanto l'autore ha sicuramente il fattore della originalità dalla sua.
Il romanzo miscela molti elementi che fanno pensare alla saga cinematografica di Godzilla o al più recente Pacific RIm (in particolare l'idea dei parassiti dei mostri, ma qui usati diversamente che nel colossal) e adotta la gustosa intuizione di presentare i mostri giganti - anziché come armi aliene o come dinosauri mostruosamente mutati - come armi creati a partire dal 2001 per vincere la lotta al terrore.
Tutti i conflitti degli ultimi anni vengono quindi riproposti come battaglie tra colossali bestie ciascuna con particolari poteri e attinenze alla cultura che li ha generati.
Da amante del genere dei kaiju ho ritrovato la gustosa tendenza degli autori del genere a generare mostri particolari e pittoreschi riconoscibili per particolare aspetto e caratteristiche, calati oltretutto in ambito italiano postapocalittico e con alcuni accenni a misteriose civiltà del passato che hanno pasticciato un po' troppo con il genoma di animali e umani.
In breve, una kaiju novel fantabellica gustosa e appassionante (avrei preferito fosse ancora più lunga, ma immagino sia il primo volume di una serie).
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 ... anzi a dirla tutta sono quasi solo di sottofondo, Lavoro interessantissimo del Girola, mostra quanto sia maturato come scrittore: Tutte le storie che ha scritto nell'ultimo paio di anni sono appassionanti, scritte bene e con un "universo coerente" che le sostiene.
Unico difetto non sono ancora usciti gli altri libri della saga.

Guarda la video recensione che ne parlo meglio.
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il 26 luglio 2016
Alessandro Girola ci presenta una nuova realtà alternativa popolata da mostri giganti e creature da incubo e lo fa, come sempre, inserendole in uno scenario dove tutto ciò appare perfettamente logico, naturale. Non perdetevi questa piccola perla narrativa e vi troverete proiettati in un'Italia da incubo e in un mondo dove mostri di un remoto passato sono tornati sulla Terra solo per... annientarci.
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il 26 luglio 2016
Adoro il "creazionismo" del Girola, sia in ambito chimerico sia in nel campo dei cuccioloni iperfagici. I suoi inferni su terra sono sempre capaci di rapire il lettore, ma questo stato di delirio allucinogeno non mancherà di essere sferzato da imprevedibili sviluppi cardiolesivi, in cui solo la lettura ossessiva e frenetica dell'opera può fungere da terapia.
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il 25 luglio 2016
Per quelli che apprezzano i mostri giganti e le fantasie distopiche ecco un bel racconto estivo del poliedrico autore milanese. Un racconto breve da leggere tutto di un fiato con la giusta dose di azione e di amarezza. Uno scenario interessante che si presta a molte divagazioni e speriamo ci regali altre piccole perle come queste
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il 8 novembre 2016
Girola è decisamente, in Italia, il top che si possa cercare.
Il lavoro di Kaijumachia è davvero interessante, anche nello spazio, forse più corretto, di questo racconto lungo - che probabilmente più pagine avrebbero inutilmente stiracchiato la vicenda. Da Gladiatori a Grexit a Maciste... arrivando a quest'ultimo volume, la conferma che in campo di mostruosità nipponiche l'autore italiano non abbia rivali è ormai acquisita. Qui siamo di fronte ad un primo volume di una serie - almeno così fa intuire il sottotitolo - che ci trasporta in uno dei suoi tanti universi narrativi differenti. E qui, come dire, i Mostri sono un dato acquisito col quale l'umanità sta imparando a fare i conti. Ed è quest'ultima parte del ragionamento che mi convince di più. Non cè solo action bella e semplice, alla cinematografica maniera... ma anche una buona e organica riflessione sul contorno.
Bello, davvero!
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il 1 settembre 2016
Altro capolavoro del Girola. Un libro da leggere e rileggere, tanti sono i dettagli. Personaggi caratterizzati alla perfezione, in brevissimo scopriamo anche il loro passato più nascosto. E i kaiju. Si poteva scadere nella scontata battaglia di mostri ma l'autore é un maestro in queste cose e in tutta la sua produzione che ho letto finora non é mai stato scontato e non lo é neanche stavolta, riuscendo a riportare alla dimensione umana la minaccia dei kaiju, ricordandomi Cloverfield tra l'altro, ma qui la faccenda si fa seria e il Girola riesce a tradurre il tutto in fiction a livelli di eccellenza difficilmente uguagliabili. Lui sa come colpire il nostro tendine dell'epicità e del "gasamento" e con questo raccoto vi "gaserete" a livelli epici!
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il 14 gennaio 2017
Avevo letto per primo il volume 2. Essendo autoconclusivi, anche se appartenenti alla medesima saga, l'ordine di lettura non è particolarmente vincolante.
Questo "I mostri di Roma" è un ottimo romanzo breve che miscela fantascienza, azione e mostri giganti (i "kaiju" della tradizione cinematografica giapponese), senza mai risultate improbabile o fumettistico.
L'autore è bravissimo a tenere alta la tensione e a giocare coi cliché, non abusandone.
Se non sbaglio c'è un grande lavoro sullo scenario, sui vari mostri citati nel testo e sulla cronistoria.
Un piccolo gioiellino, tra l'altro di un genere del tutto inedito in Italia.
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il 12 agosto 2016
un ottimo racconto, in linea con le ultime pubblicazioni di Alessandro, come la trilogia del Basilisco. Lettura gradevolissima e piena d'azione
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