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  • AMSORA
  • Recensioni clienti



il 24 agosto 2016
Marco Siena è un nome ricorrente nelle mie recensioni.
Racconta spesso storie horror (di vari sottogeneri) legate alla sua terra, l’Emilia, anche se non può essere definito strettamente un “orrorista” italiano, visto che ha ambientato storie in altre parti del mondo.
Questo racconto lungo, Amsora, appartiene proprio al suo ciclo emiliano. Si tratta, come da sinossi, di uno slasher in stile americano, ma con protagonisti e atmosfere nostrane, a dimostrazione che è possibile mischiare le carte, ottenendo comunque ottime giocate. L’importante è saper scrivere, qualità che di certo appartiene a Marco Siena
L’amarcord degli anni ’90, epoca in cui si svolgono le vicende narrate nel racconto, è senz’altro un valore aggiunto. La storia scorre via veloce, tagliente come… un’amsora (che in dialetto modenese vuol dire falcetto).
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il 31 agosto 2016
Una occasione mancata, peccato. Mi ero avvicinato con enorme curiosità a questo slahser italiano di Marco Siena. Da fanatico di letteratura horror e di slasher in generale mi aspettavo un'opera che rispondesse a quella definizione. Se di sicuro alcuni canoni del genere sono rispettati (unità di luoghi e tempi, trama scarna, estate maledetta, provincia, gruppo da macellare allegramente, una vecchia maledizione o un pericolo che riemerge dal passato) quel che non convince è proprio lo svolgersi dell'azione. Manca l'action, manca lo splatter (che dello slasher come genere e contenuto è il modus irrinunciabile), non mi trovo gli inseguimenti mozzafiato, le uccisioni, la ciccia... ecco... la ciccia. Ed è un peccato. Perchè, mannaggia, è scritto tutto sommato bene.

(recensione completa su karasho org)
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il 9 agosto 2016
Si lo so. Non ho potuto fare a meno di usare una citazione verso un'altro, notissimo, autore.
Sarà per la falce messoria in copertina, sarà per il luogo campestre ove avvengono i fatti narrati fatto sta che leggendo "Amsora" ho di nuovo respirato l'atmosfera e le sensazioni che vissi quando, quindicenne, lessi "Children of the corn".
Un paragone azzardato forse ma il disagio (positivo ovviamente) che ti coglie piano piano durante lo scorrere della novella, quel sentirti quasi l'afa che ti si appiccica alla pelle causa un caldissimo giorno d'agosto, i fitti pioppeti dei terreni golenali tipici dell'Emilia e, certo, le caratteristiche tipiche per questo genere dei personaggi del racconto rendono lo stesso accostabile a mio parere all'altro ben più famoso.
Marco comunque riesce a confezionare, di nuovo, una novelette riuscitissima e godibile anche per gli allergici alla lettura. Rispettando in pieno i canoni dello slasher e lasciando un finale aperto a mille ipotetici scenari. Il terrore del vecchio Messori ritornerà?
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il 10 agosto 2016
Avevo già fatto la conoscenza dell'Autore con le quattro Lich Novellette: 3 sotto la luna, La brezza dell'oceano, Vai a prendere una stella, Calavera ...di cui consiglio vivamente la lettura. Questo nuova Novellette ambientata negli anni '90, riporta indietro nel tempo, sopratutto per quanto riguarda la filmografia horror, forse il suo periodo più fiorente. Il racconto è accattivante e si lascia leggere senza interruzioni. Gli elementi cari al genere horror anni '90, compresa l'ironia che non guasta mai, ci sono tutti e sono ben miscelati. I dialoghi sonno ottimi e realistici e il divertimento è assicurato! Peccato che il "clou" e il finale, risultino essere troppo sbrigativi e nell'ultimo caso decisamente abbozzato. A mio modesto parere la tensione sarebbe salita maggiormente se fosse stata inserita una caccia viva allo psicopatico di turno e viceversa trasformandolo magari in un romanzo breve, che avrebbe dato più giustizia alla buona trama. Chissà mai se AMSORA ritorni...
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il 9 agosto 2016
Lo slasher è un genere dalle regole ben codificate e Marco ci fa capire fin da subito che quelle regole lui le conosce molto bene. C'è il gruppo di adolescenti dediti al cazzeggio, c'è la festa nel luogo sperduto, ci sono gli incauti campeggiatori, ci sono le donzelle disinibite e c'è la leggenda tramandata di bocca in bocca senza che nessuno sappia se si tratti di realtà o finzione. Ma in fondo, non ci interessa nemmeno saperlo, perché quando comincia a scorrere il sangue, non c'è più tempo per i ragionamenti. Quando comincia a scorrere il sangue, l'unica cosa che conta davvero è sopravvivere. Cercare di portare a casa la pellaccia. A qualsiasi costo.
Un racconto che si legge tutto d'un fiato, ben scritto, ennesima conferma del talento di Marco Siena.
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il 4 settembre 2016
"Amsora" è un buon racconto di genere, curato nell'ambientazione, sia geografica che temporale. Dopo un prologo a effetto, l'autore si prende il suo spazio per farci familiarizzare con i protagonisti e i personaggi di contorno (le inevitabili future vittime). La prosa è spigliata, ben centrata sul tema, concedendosi solo qualche breve divagazione musicale (ci sta, i protagonisti sono appassionati di rock). Se posso muovere un appunto, puramente personale, è che lo "slasher" arriva solo dopo la metà della storia. Ma è una minuzia. Bel colpo di scena finale. Approvo la scelta di non dare spiegazioni. E qui mi fermo per non spoilerare.
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il 7 settembre 2016
Come in tutti i suoi romanzi Marco Siena eccelle nel far immergere il lettore nel mondo del suo protagonista; adoro le sue ambientazioni nel passato; permettono di riassaporare cose e sensazioni quasi dimenticate degli anni 90.
Il racconto è scorrevole e si legge benissimo.
Unica pecca è il finale. A mio parere andava sviluppato di piu. Non si può lasciare il lettore cosi . Una storia va completata anche svelando un pochino di retroscena altrimenti viene meno la trama e si ha un "finale precoce"...
Ammiro molto questo autore e compro sempre con piacere tutti i romanzi e racconti che pubblica
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il 30 agosto 2016
Marco Siena ci riporta ancora una volta agli anni '90 e ancora una volta nella campagna emiliana, a Pioppeto dell'Argine (presumibilmente non lontanissimo da Presello). E ancora una volta i protagonisti sono i ragazzi, diciottenni da poco, quelli strani che preferiscono la musica al calcio, con i capelli lunghi e la passione per i film horror. Come sempre è tutto molto vivido e come sempre le leggende si trasformano in mostri e la festa diventa orrore. Tra omaggi evidenti a musica e film, citazioni e dediche, l'amsora (il falcetto) di Marco Siena riesce a colpire il lettore.
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il 7 novembre 2016
Amsora è uno slasher perfetto. Tutti i codici del genere sono al loro posto, il gruppo di adolescenti che deve sopravvivere a una notte di sangue è ben costruito. Strano, nessuno di loro è detestabile da augurargli la morte. E questa è una caratteristica che amo di Marco Siena, ovvero quella di farti affezionare ai personaggi. Perché sono sempre profondamente umani, con difetti annessi. E per questo Amsora funziona alla grande, fino al finale che mi ha lasciato spiazzata. Un finale che, forse, non è detto sia la fine di tutto.
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il 10 agosto 2016
In pieno boom nostalgico anni '80 (in tv e sul web spopola "Stranger Things"), Marco Siena offre ai suoi lettori una storia che trasuda atmosfera retrò da tutti i pori, raccontando un'avvincente avventura che in tanti di noi riporterà in mente i libri letti da bambini, magari durante una delle tanti estate torride della nostra vita. Ottimi personaggi, ben tratteggiati, dialoghi brillanti, atmosfere affascinanti, tante citazioni cinematografiche e musicali. Avrebbe potuto fare meglio nel finale, troppo breve e improvviso.
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