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il 13 febbraio 2017
Appassionato. Pieno di tenerezza verso la civiltà greca, la lingua attraverso la quale si è espressa, le persone che la studiano ancora. Qualche elemento buffo che rende leggera la lettura.
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il 17 giugno 2017
Io l'ho trovato molto interessante. Prerequisito fondamentale è la conoscenza del greco antico ad un livello almeno medio. Alcune tesi le ho trovate azzeccare e condivisibiki
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il 17 marzo 2017
Non avevo bisogno di un libro che mi convincesse ad amare il greco perché già lo amavo di mio ma, come Andrea Marcolongo ha sentito il bisogno ed il desiderio di scriverlo, così io ho sentito il bisogno e provato il desiderio che venisse scritto: un libro che desse l'opportunità a tutti, o almeno a chi fosse abbastanza curioso per leggerlo, di capire cosa ci fosse di magico dietro una lingua ormai morta come il greco antico. Mi ha emozionato, lo ammetto, rileggere parole come il duale, l'aoristo, l'ottativo ed attraversare i concetti che questi termini evocano, un modo tutto particolare di vedere e rappresentare le cose umane. Una filosofia di vita racchiusa in una grammatica mai scritta. Mi ha anche confortato leggere che quella sensazione di appartenere ad una ristretta cerchia di eletti, quelli che hanno studiato il greco, sia condivisa dall'autrice che ci definisce come persone "speciali", in grado di avere un approccio diverso alle cose della vita. La decima ragione per amare il greco di cui parlo nel titolo: per il solo fatto di essere esistito il greco ci ha offerto la possibilità che venisse scritto un libro come questo.
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il 18 aprile 2017
È un libro scritto da una persona profondamente innamorata della lingua e della cultura greca antica che, con dolcezza e competenza illustra un mondo assolutamente affascinante, a noi tutti vicino perché padre del nostro pensiero occidentale.
Apre squarci su aspetti della lingua, soprattutto del verbo, non sempre indagati a scuola e, soprattutto per chi non è più giovane, fa riemergere ricordi che sembravano dimenticati.
Certamente la lettura è più agevole per chi ha frequentato il liceo classico, ma se un inesperto volesse per caso accostarsi a quel mondo, scoprirebbe qualcosa di veramente emozionante.
Da leggere di sicuro, con amore.
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il 15 febbraio 2017
Lo studiai 50 anni fa e me ne innamorai! A scuola credevo di odiarlo e invece, da adulto e ora da vecchio, rimpiango di non averlo studiato ancora meglio. Eppure a 66 anni leggo e scrivo e parlo ancora il greco antico con la pronuncia codificata da Erasmo!
Grazie Andrea(che sei donna e anche molto graziosa) per farmi rivivere quelle emozioni.
Salvo
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il 28 dicembre 2016
Questo libro mi ha fatto capire del greco e della grecità molto più di quanto abbiano fatto cinque anni di liceo classico, nonostante un insegnante non del tutto banale e il fascino che questa lingua ha sempre esercitato su di me.. all'epoca mi piacevano il greco e le sue sfide, e questo libro mi ha fatto riscoprire il piacere di leggerlo e di intuire il senso di un brano. Non sono ancora arrivata a tentare di tradurlo, ma non escludo di riaprire la partita... Lo consiglio a chi dal greco è stato traumatizzato e a chi lo ha amato. Non so dire se piacerebbe anche a chi non ne sa niente: forse una conoscenza anche superficiale della storia e della cultura greca è necessaria per apprezzarlo.
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il 26 maggio 2017
Ho acquistato questo libro perché da adolescente mi rifiutai di iscrivermi al liceo classico per colpa della presenza del greco, lingua che ritenevo impossibile da assimilare. Solo all'università mi sono resa conto dell'errore commesso. Ora da studentessa di liceo scientifico pentita vi dico: leggete questo libro! Imparerete ad amare una lingua bistrattata!
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il 18 maggio 2017
Ho sempre odiato il greco...fintanto che lo dovevo studiare. Poi ho iniziato ad apprezzarne quelle sfumature linguistiche uniche quali il desiderio dell'ottativo, l'intensità e l'initimità del duale che non è un io e te e nemmeno un noi vero e proprio. Ma soprattutto è il pensiero greco, che si esprime attraverso una lingua così geniale, ad aver conquistato tutti coloro che l'hanno potuto conoscere al di là dei voti in pagella a fine quadrimestre. E allora leggere queste pagine è stato come tuffarsi nei verdi anni del liceo, far riaffiorare un alfabeto dalla memoria, spiriti ed accenti, etimologie e senso della vita, aoristi e ottativi: il conforto di una lingua ricca al punto da non dover mutuare nessuna idea da nessun altra lingua, antica o contemporanea che sia. Riscoprire di fatto che una lingua resiste al tempo, quando il pensiero che esprime è forte e così pure l'identità che rappresenta.
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il 19 febbraio 2017
Il libro è rivolto a persone che vogliono scoprire alcuni aspetti della lingua Greca antica (quindi coloro cui non interessa potranno ritenerlo noioso: vedi recensioni a due stelle). E' un viaggio sulle emozioni della lingua greca, emozioni ignote a chi, come me (più di 40 anni fa), l'ha studiata in modo coercitivo e meccanico, attraverso la ripetizione di schemi. Andrea Marcolongo invece ne svela l'anima e conduce al desiderio di incontrare la lingua e i suoi autori: così, dopo più di 40 anni, riprenderò alcuni testi classici col testo a fronte e il dizionario alla mano. Grazie Andrea.
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il 19 giugno 2017
...ma non solo per coloro che hanno studiato greco a scuola.
Parafrasando il titolo, si potrebbe parlare de "Il libro geniale". Andrea Marcolongo è riuscita (sì, è un'autrice e la "questione" del nome, di origini greche, viene debitamente trattata nel libro) nel compito titanico di rendere interessantissimi alcuni degli aspetti più singolari della grammatica del greco antico. Gli incubi degli studenti del classico vengono affrontati con "profonda" leggerezza, tale da mantenere la lettura sempre piacevolissima e, al contempo, far aprire gli occhi sulla profondità della lingua in questione. Per quanto mi riguarda, ho trovato interessantissime anche le digressioni filologiche sulla lingua "madre" del greco antico, l'indoeuropeo, e sui suoi derivati.
Attraverso l'analisi del greco e delle sue peculiarità, l'autrice ci offre anche un modo diverso di guardare alle riflessioni letterario-filosofiche di un popolo che non finirà mai di stupirci.
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