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il 24 dicembre 2016
Per gli amanti della saga Raker arriva finalmente il momento di dare delle risposte al buon Colm Healy, coprotagonista, nel bene e nel male, degli episodi precedenti. Anche questo non è un libro d'azione, è un libro di indagini e deduzioni, molto spazio viene dato ai ragionamenti ed ai diologhi tra i protagonisti; per alleggerire la situazione vengono inserite piccole larti del rapporto Raker-figlia che, in questo libro, non hanno alcuna attinenza allo sviluppo ed alla trama della storia, probabilmente sono funzionali solo ad eventuali futuri sviluppi. Le risposte finali sono, personalmente parlando, piuttosto deludenti; il movente del triplice omicidio di cui si parla, quello che abbiamo imparato a conoscere come il caso che ha rovinato la carriera di Healy, è veramente molto debole e suscitano molta perplessità alcune situazioni spiegate minuziosamente ma che non trovano utilità concreta all'attività dei criminali in questione. È un libro che si capisce bene anche se non si sono letti i capitoli precedenti ma non mi sento di consigliarlo ai neofiti della saga; per chi invece ha letto i precedenti rimane la sensazione della classica montagna che ha partorito il topolino. Delusione
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il 14 gennaio 2017
Ho già recensito questo autore quando ho letto "Svanito", e non mi discosterò molto da allora, -si ha l'impressione che l'autore abbia esaurito la sua capacità di invenzione: la storia è complicata quasi a forza, tanto per andare avanti nel racconto. I personaggi agiscono in modo poco credibile sia se sono positivi, che se sono negativi- I loro comportamenti sono incomprensibili, ingiustificati, esasperati senza che si riesca a capirli-Le parti scritte in carattere diverso , sebbene corredate da date, orari, indicazioni varie, appesantiscono il racconto senza aggiungere niente, nemmeno sul piano della suspence. Gli ambienti, come negli altri ultimi libri, sono fatiscenti, scuri, fangosi, come se una storia cupa e misteriosa si potesse svolgere solo in luoghi oscuri, battuti dalla pioggia, in costruzioni cadenti, lungo fiumi limacciosi . E' evidente che la vicenda ha bisogno di essere aiutata dall'ambientazione. Alcune invenzioni poi, come le varie macchine, non acquistano un significato accettabile. Le spiegazioni finali sono lunghissime e complicatissime, ogni tanto un personaggio che era morto torna a vivere, con espedienti quasi ingenui.I nomi dei personaggi finiscono per sovrapporsi l'uno all'altro senza corrispondere più a persone individuabili. Quando poi leggo i ringraziamenti , e mi rendo conto di quante persone di indiscutibile valore e buona volontà hanno affiancato , consigliato, sostenuto l'autore, mi chiedo come non si siano resi conto delle falle nella costruzione della storia. Forse, comunque, i suoi libri vendono, e"lo spettacolo deve continuare"!
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il 14 gennaio 2018
Probabilmente il thriller più noioso e forzato che mi sia capitato tra le mani negli ultimi anni e che sono riuscito a finire. Il "mistero" si risolve nelle ultime pagine ed è totalmente scollegato dal resto del libro, nel senso che le prime centinaia di pagine sono costituite da una indagine raccontata in prima persona il cui unico interesse dovrebbe essere offerto dalla ambientazione (un ex molo trasformato in un museo di vecchi flipper). A occhio, l'autore confida nel fatto che qualche casa cinematografica gli chieda i diritti per farne un film, perché tutto il libro non è altro che una grande soggettiva. Ma come romanzo non sta insieme.
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il 11 gennaio 2018
Ho dato tre stelle solamente per la prima parte, mentre invece per la seconda parte due sarebbero state anche troppe.
Se togliessimo tutte le minuziose descrizioni di case, appartamenti, mobili, strade, vie, etc. il romanzo avrebbe avuto si e no la metà delle pagine.
Troppa prolissità lo rende pesante, noioso e difficile da finire. Una fine caotica e poco credibile.
Non credo acquisterò più romanzi di Weaver. Ne ho già letti tanti ma constato che, alla fine, mi deludono.
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il 27 agosto 2017
Tim Weaver non delude mai
Continua la saga di Raker e finalmente si dipana la matassa dell'omicidio che aveva fatto da sottofondo ai primi thriller della serie: la morte di due gemelle di 8 anni e della loro madre
Assolutamente fuori dai soliti schemi questo libro tiene attaccato il lettore fino alla fine
Tanti colpi di scena e un finale imprevedibile
Una persona l'ha trovato utile
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il 4 aprile 2017
Come sempre Raker non delude, però mi trovo d'accordo con le altre recensioni, Weaver sta diventando un po' troppo logorroico, nonostante ciò, lo consiglio lo stesso agli amanti del genere.
2 persone l'hanno trovato utile
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il 8 marzo 2018
Cominciata in sordina è un continuo crescendo. Quando a circa metà del libro si affaccia una soluzione ti domandi di cosa scriverà per l'altra metà e invece ce n'è ancora da scrivere... Resti incollato al libro perché vuoi vedere dove ti porterà questo scrittore così prolifico di idee. Da leggere
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il 1 gennaio 2017
Certamente molto più "complicato" dei precedenti....comunque si lascia leggere anche se sovente si dilunga un po' troppo e potrebbe essere più conciso.Impossibile, secondo me, risalire al colpevole. Obbligati a comprare il prossimo per scoprire come farà a risolvere il grosso problema che rimane.
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il 4 febbraio 2018
Terza storia sullo stesso argomento, morte di una famiglia, con altri omicidi su cui indagare, argomento sfrutattato in abbondanza anche negli altri due romanzi. Situazioni simili, maschere, diavoli ecc. Intreccio che prende poi non vedi l'ora che finisca. Per valutare il romanzo cerco sempre di prenderne due deĺlo stesso autore.
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il 27 ottobre 2017
Avevo già letto altre cose di questo autore e mi era piaciuto molto. Questo libro è bello ma in certe parti saltavo delle pagine perchè troppo prolisso e troppo descrittivo. Sinceramente verso la fine, mi dispiace dirlo ma l'ho trovato noioso
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