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Recensioni clienti

4,8 su 5 stelle
15
Tra le ali di un angelo
Formato: Formato Kindle|Cambia
Prezzo:0,99 €

il 29 settembre 2017
Questo racconto è il primo che leggo di Elisabetta Barbara de Sanctis. L'ho apprezzato dalla prima pagina. L'autrice ha uno stile molto scorrevole e piacevole che quasi ritrae in una fotografia o in un dipinto le caratteristiche fisiche e psicologiche dei suoi personaggi.
Mi ha colpito molto la prima parte in cui la protagonista è Ester, con il suo dramma e il suo vissuto, con il rimorso di avere allontanato la figlia. Quasi mi sono immedesimata in lei e nel suo dolore, raccontato dall'autrice in modo elegante e delicato.
È vero che sembra una storia prettamente natalizia, condita di buoni sentimenti e propositi... con l'Angelo che avvolge e coinvolge completamente Ester e... me! Io poi adoro il Natale, con quell'atmosfera dove tutto sembra possibile, anche l'impossibile..
Ma è anche vero che l'amore così puro tra una mamma, una figlia e una nipote, è importante e indissolubile sempre. O almeno dovrebbe esserlo.
Elisabetta, entrando in punta di piedi nelle vicende dei personaggi e nei cuori di chi legge, parla di un argomento molto delicato e particolare, quale il perdono.
Non mi vergogno a dire che ho pianto... mi sono commossa ed emozionata durante tutta la seconda parte del romanzo...
Le ultimissime righe sono state una sorpresa...
Unica nota, che poi tanto nota non è, ma solo una mia curiosità forse, sarebbe stato carino che l'Angelo ed Ester avessero avuto un minimo confronto per farci sapere cose, che ovviamente in una recensione non si possono dire...
Molto bello anche il messaggio che l'autrice ha voluto lasciare alla fine del racconto: "Questa è una storia legata al Natale, ma è anche e soprattutto una storia che vuole ricordare a me stessa, e a chiunque ne senta il bisogno, quanto grande sia la forza del perdono. Perché se è vero che l'amore, nelle sue infinite sfumature, è il motore che muove il mondo, è anche vero che non può esserci amore lì dove non c'è il perdono".
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il 12 aprile 2018
Questo racconto di Elisabetta Barbara de Sanctis è strepitoso, stile fluido, piacevole, a tratti onirico facendoci sognare più che vedere i personaggi. Ester vive un dramma tortuoso, complesso, straziante per l'allontamaneto del più grande amore che un possa avere: una figlia.
L'atmosfera natalizia (adatta a questi giorni :-D) è sublime, i buoni sentimenti e gli angeli non ci fanno sentire soli. Il perdono è il file rouge di questo racconto che ha le ali, e le dona anche a noi che lo leggiamo. Applausi applausi applausi per te, scrittrice bravissima, un autentico talento! DA NON PERDERE!
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il 17 dicembre 2016
Questo racconto tocca le corde dell'anima e ci fa rivivere dei momenti in cui abbiamo sbagliato e non abbiamo chiesto perdono . L'uomo sbaglia ma perdonare è un atto davvero sublime, il cuore prevale sempre, anche in quei momenti che sembrano senza speranza e senza via d'uscita.
L'amore è il motore che porta avanti il mondo e sempre lui ci salva da noi stessi, dai nostri sbagli, nei momenti peggiori ,bui e senza speranza. L'amore è dentro di noi ,basta lasciarlo sbocciare e allora siamo pronti a tutto ,a lottare per la vita ,per quello che abbiamo perso, per chiedere perdono e per perdonare.
Un libro che graffia l'anima e apre il cuore verso il mondo '

Lascio una poesia di questa grandissima autrice
L'amore. L'amore non si cerca. L'amore, semplicemente, accade. L'amore non è forte, ma timido e fragile. Ti sussurra dolcemente in un orecchio, quando sei preso ad ascoltare altro. Ti accarezza appena la spalla, sperando ti volti a incrociare i suoi occhi. Ti sfiora per un attimo, indifeso, cercando riparo; gli basta poco giusto fargli un po' di spazio nel cuore. È un attimo di magia, da cogliere e afferrare al volo. L'amore non fa. L'amore è.
Grazie per quello che ho provato leggendo il tuo libro e chiedo perdono se mai ho ferito la tua anima .
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il 25 giugno 2017
Commovente, bellissimo racconto sul dolore di una perdita e sulla forza del perdono. Quando perde troppo presto l'amato marito Ester, incapace di gestire il dolore, lo chiude in un cassetto e butta via la chiave. Inizia a trascurare la figlia e vive una vita vuota, priva di amore, tesa solo al lavoro e alla realizzazione sociale, peccato che nel momento del bisogno si rende conto che nessuno dei cosiddetti amici, e sono tanti, sarà al suo fianco a confortarla. Presa la decisione di anticipare la fine, prima un sogno simile a un incubo, poi una presenza sovrannaturale, un angelo di nome Raphael, la convincono che la strada da seguire per riunirsi a tempo debito al perduto amore è una sola, e si chiama perdono, da concedere a se stessa e da chiedere all'amata figlia. Ho premiato questo racconto con 5 stelline per la grande valenza del tema trattato, grandemente educativo, e voglio ignorare la scelta dell'autrice di lasciare inspiegato un importante, direi fondamentale, passo di questa storia, che appunto non mi è sfuggito e che forse, poteva essere risolto in maniera diversa...
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il 22 giugno 2017
Un sorriso per l’anima, un balsamo per il cuore, una splendida consonanza di pensieri: questo e molto altro è stato per me “Tra le ali di un angelo, racconto breve di 52 pagine di EliBì De Sanctis, scrittrice fino a ieri a me sconosciuta, che mi ha affascinato sin dalle prime righe e mi ha fatto commuovere con le ultime.
I miei complimenti di vero cuore a EliBì per lo splendido stile narrativo, per la delicatezza con cui pennella e ritrae la psicologia delle tre protagoniste principali e per le parole finali sul perdono che sono profondamente anche mie e che voglio riportare qui per intero “questa è una storia legata al Natale ma è anche e soprattutto una storia che vuole ricordare a me stessa, e a chiunque ne senta il bisogno, quanto grande sia la forza del perdono. Perché se è vero che l’amore, nelle sue infinite sfumature, è il motore che muove il mondo è anche vero che non può esserci amore lì dove non c’è il perdono”: grazie per aver immaginato questa storia e avercela regalata.
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il 21 luglio 2017
Questo libro è ambientato nel periodo Natalizio, ma come tutte le belle favole si può leggere in qualsiasi periodo dell'anno.
La storia è semplice di per sé, ma avvincente, scorrevole, scritta bene e in maniera molto accurata.
Non vi dico molto, in quanto essendo una breve novella rischierei di fare spoiler.
Ester, è una bella signora dell'alta borghesia romana, orgogliosa di quello che ha realizzato nella sua vita. Poco prima di Natale però riceve una notizia sconvolgente. Da quel momento tutto il dolore e il rimorso per quello che ha fatto a Giulia, la sua unica figlia, vengono a galla rischiando di farla crollare.
Si sa che quello è il periodo dell'anno dove si può assistere anche a dei miracoli. In questo caso l'Angelo del Natale riuscirà a farne uno e ad avvicinare Ester alla figlia?
Mi è piaciuto tutto del libro, anche se la parte finale è quella che preferisco.
Non mi resta che fare i complimenti all'autrice.
Super consigliato.
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il 18 dicembre 2016
Ho letto tutti i libri dell'autrice, ma questo è l'unico che ho letto con le lacrime agli occhi. Ti tocca l'anima e ti fa capire che spesso quello che ci ferma è l'idea di chiedere perdono e la paura, è l'orgoglio che ci frena
Siamo tutti Ester, tutti sbagliamo e feriamo le persone che amiamo inconsapevolmente, con una parola di troppo o sbagliata detta nel momento meno opportuno. Ma se riusciamo ad affidarci a qualcuno e siamo in grado di riflettere sui nostri sbagli, allora si è in grado anche di perdonare e chiedere di essere perdonati.
La magia del Natale sta anche in questo, anche se si dovrebbe farlo sempre e non solo in un momento preciso dell'anno.
Volevo ringraziare l'autrice per questo racconto, per ogni emozione che ha suscitato, e per la sua meravigliosa amicizia.. Poche persone hanno il potere di entrare nel mio cuore, Lei è una di queste.
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il 20 dicembre 2016
Vivere è, anche e purtroppo, commettere errori. E ne commettiamo tanti soprattutto nei confronti delle persone che amiamo di più, siano essi figli, familiari o amici.
Una parola, un gesto , un'incomprensione fatta o detta nel momento sbagliato può seriamente compromettere rapporti. L'orgoglio, il rancore, il dolore che poi ne deriva da questo comune ferirsi, altro non fa che distruggere irreparabilmente.
Solo il perdono permette ancora di respirare.
Il perdono che si da' e che si riceve.
Qui la protagonista, x un caso almeno x me fortuito, si chiama Ester, ma potrebbe avere il nome di ognuno di noi.
Una novella intensa, come tutto ciò che scrive questa autrice, la cui penna, non mi stancherò mai di dirlo e di pensarlo, è mossa dal suo cuore e dalla sua anima.
Complimenti Elibi, e grazie di aver affrontato in questo momento , questo tema 😘
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il 3 dicembre 2017
La capacità sorprendente di questa autrice nel descrivere le emozioni mi lascia sempre col cuore colmo di gioia..questo particolare racconto mi ha emozionato dall'inizio alla fine..una favola che parla della mancanza d'amore che solo una grande perdita può provocare..una totale solitudine nell'anima da non riuscire più a guardare il mondo che ti gira intorno..niente riesce a colmare il vuoto nell'anima di Ester..neanche il bene più grande che ha..sua figlia..ma l'imprevisto è dietro l'angolo..e si presenta nel modo più orrendo..la vita ti presenta il conto..e a te non resta altro che pagarlo..
Un racconto di dolore..disperazione..solitudine..ma anche di perdono..amore e speranza..una racconto che fa ancora sperare nella vera gioia del Natale..un racconto che..se pur breve..è intenso come tutte le opere di Eli...grazie x ciò che mi hai fatto provare..
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il 4 gennaio 2017
Si, è uno scritto molto elegante, a conferma che l'autrice può davvero cimentarsi in qualsiasi argomento, adattando il fluire dello scritto alle situazioni raccontate.
Il legame di cui tratta è tra i più forti esistenti, quello che esiste tra madre e figlia; l'argomento affrontato, il perdono da esercitare, in primo luogo, verso se stessi.
Le prime 4/5 pagine mi hanno fatta arrabbiare: come una mano che tende un elastico fino all'attimo prima dello spezzarsi, la tensione creata prima del rivelare la motivazione della confusione della protagonista mi ha legato i polsi. Brava!
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