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Per riuscire a scrivere qualcosa di sensato su questo libro, mi sono dovuta prendere del tempo per riflettere e ancora non sono sicura di riuscire a trasmettervi tutto quello che questo libro mi ha dato. Ci proverò e chiedo scusa in anticipo se non ne sarò capace.

Osanniamo l’amore senza saper amare.
L’amore vero richiede sforzo e dedizione,
non è un sogno a occhi aperti.
Quello è l’innamoramento.
Nascita o morte dell’amore 

Angela, la nostra protagonista, è una donna come tante altre con un lavoro che le piace, un marito che ama. C'è solo un problema, se così vogliamo chiamarlo, non riesce a rimanere incinta. Non per problemi fisici, forse non sarà ancora il momento adatto. Ma ci sono tanti altri modi per sentirsi mamma, uno di questi è l'adozione.  Quindi, Angela insieme a suo marito, Pietro, decide di intraprendere questa strada. I due coniugi vogliono adottare un bambino siriano.

All’improvviso mi abbracciò e mi diede un ultimo bacio a fior di labbra.
«Stai attenta.» I suoi occhi erano lucidi e dolorosamente sofferenti.
Quegli occhi che avevo amato e che amavo ancora alla follia.
«Ok» fu tutto quello che riuscì ad uscire dalle mie labbra che avevano ancora il suo sapore, il suo amore. Si allontanò da me come per scappare e mi parve di scorgere un braccio che si alzava per portare la mano ad asciugare le lacrime. Non avevo mai visto mio marito piangere. Mai.

Verranno a sapere che non è possibile adottare bambini di quei paesi ma ci sono tanti altri modi per aiutarli, uno di questi è il volontariato. Angela, con il suo lavoro di psicologa, può dare moltissimo ai bambini della Siria che tutti i giorni subiscono traumi anche fisici a causa della guerra. Armata di coraggio e di uno spirito nuovo, Angela decide di partire per la Siria per la durata di sei mesi, mettendo a rischio non solo la sua vita ma anche il suo matrimonio.

Quanti di noi l'avrebbero fatto?

È incredibile come ci aggrappiamo ad ogni scusa pur di non affrontare il vero problema, come cerchiamo di estraniarci da tutto per non sentire e vedere ciò che è proprio di fronte a noi.

Questo viaggio la porterà negli scenari più tristi che gli occhi umani possano vedere: detriti, macerie e polvere. Polvere che si respira nell'aria insieme all'odore della morte e della paura. La paura di non riuscire ad essere utili e la rabbia verso i media che non ne parlano abbastanza.
Quante volte accendendo la TV sentiamo di bombardamenti e attentati in Siria? Spesso. Ma non è abbastanza. La gente che muore in quelle terre viene catalogata come se non avesse importanza. Sono SOLO altri numeri da aggiungere alle vittime precedenti. C'è troppa leggerezza e allora mi chiedo se la nostra vita è importante perché la loro non dovrebbe esserlo?

Siamo in una società dove la notizia delle vacanze di un VIP o di un'operazione di chirurgia plastica, a momenti, fanno più notizia di una o più vite perse.

Avrei avuto modo d’imparare ad apprezzare anche la luce del sole e il silenzio di una casa vuota. Il domani rimane un'incognita ovunque si viva, la vita è effimera e mai prevedibile, ma dove la guerra è lo sfondo di eterni giorni e notti, il domani è un sollievo insperato.

Ma la Siria che ci mostra Angela non è solo dolore e distruzione, è anche forza e speranza. Quella che si legge in fondo agli occhioni lucidi di bambini che sono rimasti soli al mondo e non chiedono altro che una carezza, laddove la vita ha dato loro solo bastonate. L'amore non ha bisogno di parlare la stessa lingua, l'amore si trasmette con i gesti. Un abbraccio è un gesto di affetto universale ed è il più bello, secondo me. 

Quanta bellezza è racchiusa in un sorriso? Quanta in un grazie?
A parer mio, non ce n’è altra di più potente.

Questo libro è una luce accesa su un problema sempre attuale: la guerra. L'essere umano dovrebbe imparare dagli errori del passato, quelli che leggiamo nei libri di storia, e invece nel 2017 forse siamo messi peggio.
L'autrice è stata bravissima perché con il suo stile di narrare e raccontare dinamico è stata capace di farmi entrare nella storia e di sentire le emozioni dei protagonisti sulla pelle, come se fossero le mie. Quindi, mi sento di ringraziarla. GRAZIE anche per aver creato Max, un personaggio come pochi, un angelo in grado di indicare la giusta via.

Quanto tempo si getta al vento senza averlo davvero assaporato, senza viverlo pur sapendo che non tornerà mai più.

Le emozioni che mi ha trasmesso questo libro sono state tante, forse troppe.  E' stata una lettura intensa e profonda, ha scavato dentro la mia anima e si è insinuata dove non credevo potesse arrivare. Non l'ha fatto prepotentemente, mi è entrata dentro e non me ne sono accorta.  Inutile dirvi tutte le lacrime che ho versato: lacrime di dolore, lacrime che mi hanno fatto bene, lacrime liberatorie che hanno sciolto gran parte delle catene che avevo attorno al cuore.

Per chi sopravvive, è difficile accettare l'assenza. Diamo molto per scontato e poi, quel molto diventa fondamentale quando non possiamo più averlo, stringerlo, viverlo.

Consiglio questa lettura a tutti quelli che vogliono provare emozioni forti. A volte le favole vanno lasciate da parte: la lettura può essere evasione ma può e DEVE anche essere insegnamento. Questa è una lettura che arricchisce l'animo, quindi, una sola avvertenza prima che la iniziate: potreste uscirne più umani!
E non è un male

VALUTAZIONE: 10/10!
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il 26 maggio 2017
Confesso che all'inizio questo romanzo non mi aveva catturato. Sospendevo e riprendevo la lettura in continuazione, intervalli sempre più lunghi, la tentazione di abbandonare in agguato, perché mi metteva tristezza e la narrazione in prima persona non è il mio forte.
Eppure, qualcosa mi diceva di dargli una possibilità, di arrivare fino in fondo. Ora mi mancano le parole per esprimere cosa provo, perché di emozioni ne ho provate tante, nella seconda parte del libro. E non ero preparata.
Commozione, indubbiamente. E rabbia. Tanta rabbia, per l'indifferenza umana di fronte alla guerra mentre ci si vergogna di un sentimento che non ha sesso né religione né colore né motivo alcuno di giustificarsi. Un sentimento che esiste al solo scopo di dare un senso al tempo concesso a ognuno di noi.
Se ci fermassimo, solo un momento, a riflettere su cosa resterà di noi quando non ci saremo più, l'odio sarebbe annientato. E così l'egoismo, l'invidia, la sete di potere...
Ci preoccuperemmo di lasciare solo bei ricordi del nostro passaggio: la prova di non aver vissuto invano.
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il 14 aprile 2017
La prima cosa che si percepisce leggendo questo libro è la sincerità che ha guidato l’autrice. Le emozioni si sentono e sono vere.
La storia è originale e il tema impegnativo, oltre che drammaticamente attuale.
Trovo molto realistico il comportamento della protagonista che decide di dedicarsi a un’opera umanitaria più per se stessa, almeno all’inizio, che per l’opera in sé. È come se il dolore che lei prova la isolasse dal resto del mondo, per conta solo ciò che, forse, potrebbe offrirle un po’ di pace, di conforto. Infatti, benché una volta giunta in Siria riesca a prestare la sua opera come psicologa al suo meglio, vive ogni evento soprattutto in funzione di se stessa e della sua situazione. Almeno per i primi mesi, almeno fino a che la tragicità degli eventi quotidiani non le consente di maturare e di capire che il suo dolore non è tutto e che non è nemmeno solo suo.
Si avverte, in qualche tratto della narrazione, a mio parere, che si tratta di un’opera prima, ma la scrittura è sempre fluida e corretta.
Decisamente un buon romanzo.
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il 30 marzo 2017
Un'opera fuori dagli schemi, dai clichè, da tutto quello che ci si potrebbe aspettare da un autore al suo debutto. Un lavoro certosino sulla trama, su ogni parola, sull'ambientazione; ogni capitolo testimonia l'amore e la cura riposta in questo romanzo. La tecnica non sarà ancora perfetta come quella di un autore navigato, eppure la dolcezza, l'amorevolezza che Giorgia Golfetto ha trasposto in questa storia la rende preziosa e commovente. Tantissimi sono i temi non semplici trattati, alcuni addirittura scomodi per un romanzo a tema romantico. Eppure questo coraggio, la delicatezza con cui sono affrontati anche i passaggi più duri, la vividità che connota i personaggi con le loro forze e debolezze fanno di questa lettura qualcosa di originale e di struggente. C'è una grande potenza narrativa e una grande capacità di trasmettere emozioni in queste pagine. So che la penna si affinerà nel tempo, ma mi auguro che rimarranno intatti i sentimenti e lo sguardo limpido con cui l'autrice si accosta alle vicende umane, ammantando di poesia le gioie così come le sventure.
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il 10 marzo 2017
"Ecco come venivano gestite le informazioni, un accenno ogni tanto e poi il nulla. Se nessuno sa, nessuno si batte, nessuno si lamenta, nessuno DISTURBA il benessere dell'occidente che è mortalmente impegnato a sapere quale donna sedurrà il belloccio di turno, mentre un'infinità di morte ci attende al di là del mare!"
Perché ho scelto questa frase tra un'infinità di frasi illuminanti contenute in questo libro? Perché parla di noi, della nostra indifferenza, della velocità con cui lasciamo che una lacrima di ipocrita commozione diventi una risata davanti al comico che spara una battuta volgare e inutile.
Bene, torno al... come posso definirlo? Romanzo certo, libro pure, ma c'è qualcosa di più: qui c'è una donna che si è persa, c'è un matrimonio che non sa di sé più di quanto i due sposi sappiano di loro, c'è una guerra che fa comodo a chi sta facendo del Medio Oriente la sua particolare scacchiera di potere e tornaconto, infischiandosene dei morti e delle distruzioni, ci sono angeli che si spogliano delle costrizioni culturali che ci vogliono sereni e appagati con l'ultimo smartphone e vanno a portare amore dove amore è ricchezza riconosciuta.
Cos'è quindi: beh, un gioiello. Un piccolo capolavoro, come lo definisce Fatima (e chi è Fatima lo scoprirà chi leggerà Polvere sui ricordi).
La protagonista ritroverà sé stessa e molto altro, pur avendo perduto tanto, veramente tanto nel viaggio nel dolore di una civiltà annientata e nel caos della propria anima.
Un libro bellissimo. Bellissimo e commovente. Con tanta vita però, nonostante la morte.
Quanti bambini e quanti insegnamenti...
Non vale la pena, per questi lavori, soffermarsi sulle virgole. Ci sono tesori che superano gli stili e le abitudini di lettura: questo è uno di quelli.
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il 14 marzo 2017
Mi piace definire questo romanzo come un intenso viaggio ricco di eventi che danno vita ad emozioni coinvolgenti.
Una grave perdita, porta la protagonista a chiudersi nel suo dolore a discapito di sé stessa e del suo matrimonio. Trova il modo di fuggire da questo caos emotivo accettando il ruolo di psicologa infantile in una località dove la guerra e la morte regnano sovrana. Spera di trovare nel volontariato il suo personale modo per crescere, per evadere, per maturare e sopravvivere.
È il cuore del libro che cattura l'attenzione e quello non parla solo della protagonista della storia, ma di tutti noi e ci racconta che è inutile e sbagliato mettere a tacere i nostri demoni cercando di distorcere la realtà o creando situazioni diversive per accantonarli.  Bisogna invece affrontarli e condividerli trovando le soluzioni in noi stessi.
Il dolore porta all'egoismo  se lo richiudiamo  nella nostra mente e lo schermo protettivo che tutti noi erigiamo a difesa e a contrasto, altro non fa che svuotarci e ferire noi stessi e chi ci ama provocandone l'allontanamento.
La guerra poi, grande protagonista in questo romanzo, altro non fa che rammentarci i veri valori della vita che troppo spesso perdiamo di vista abbandonandoci al qualunquismo e al pregiudizio che , ormai, sono diventate x noi forme di più facile agire.
Angela ha avuto vicino un "angelo moro" per imparare a comprendere e a comprendersi.
Noi, abbiamo la lettura di libri come questo.

Davvero tantissimi complimenti per la cura, la sensibilità e la profondità con cui hai affrontato argomenti forti ed attuali racchiusi in una storia, permettimi il termine, finalmente "pulita" .
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il 26 marzo 2017
Un esordio coraggioso che risente dell'inesperienza del mestiere ma nel quale la scrittrice, in sordina, senza marketing e sponsorizzazioni, mettendo a nudo se stessa, ha dato voce a un impulso della coscienza, una necessità dell'anima, e trasformato in narrazione la sua sensibilità di vedere, la sua profondità di sentire.
Colpisce l'autenticità delle sue parole perché sincere: un credere alla vita come un'opportunità; un invito a non dare tutto per scontato; un inno alla non violenza e alla fede; un dono affinché sofferenze e ingiustizie non vengano dimenticate.
Sono tanti e forti i messaggi che ha voluto trasmetterci, a tal punto che ho avvertito chiaramente il suo bisogno di esternare e fissare le tue riflessioni interiori: valorizzare la dignità umana; dar voce alle morti ignorate; gioire della bellezza del bucaneve nel suo significato simbolico.
Per tutto questo, Giorgia e Angela, avete fatto “qualcosa di buono”.
Anche se la mia visione della realtà è meno utopistica della sua, concordo sul principio ghandiano che il cambiamento del mondo inizia con l'impegno e la volontà di migliorare se stessi e, aggiungo, che ognuno si prenda la responsabilità di ciò che è.
Concludo con le parole di Max, l'eroe nero, immaginandole rivolte a ciascuno di noi: “Abbi fiducia in te stessa e dai senso a questo viaggio. L'essere umano è una vera magia: può tutto se solo è abbastanza coraggioso da crederci”.
Partiamo dalla rinascita personale. Tre, due, uno. Via!
(Tre stelle e mezzo)
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il 22 marzo 2017
Raramente esco dal mio genere di letture preferite che sono per lo più thriller e affini, ma quando accade, è sorprendente come ci si possa imbattere in opere tanto belle e profonde come questa. Una storia nella storia, un racconto che mi ha permesso non soltanto di leggere quanto accade, ma di attraversarlo. Una dimostrazione che a volte, neppure le immagini più strazianti, se ce ne fossero, potrebbero farti toccare quasi con mano tutto quel dolore. Ho avuto i brividi per tutto il tempo, Giorgia è riuscita a trasmettermi una moltitudine di sensazioni attraverso l'anima della protagonista e attraverso le umane e disumane debolezze che appartengono a molti, se non a tutti. Scritto col cuore, ma anche con l'essenza dell'anima che ho letteralmente percepito a pelle per tutto il tempo. Una prima prova per lei che spero scriverà ancora, lettura profonda, diretta, nuda. Consigliato vivamente a tutti. Grazie Giorgia...
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il 18 settembre 2017
Dimenticatevi i soliti romanzetti frivoli a cui siamo abituate.
Qui siamo di fronte a un romanzo di narrativa.
Un libro che parla di vita, di speranza, di attualità.
Un romanzo che non lascia indifferenti, che fa riflettere, che ci costringe a fare un esame di coscienza.
Mi sono sentita impotente di fronte a questa lettura, piccola, insignificante.
Questo libro parla di una realtà troppo spesso taciuta, ignorata. Perché la Siria, Aleppo con i continui attentati e bombardamenti, i bambini, piccole creature innocenti che non hanno colpa, non fanno notizia, non alzano l'audience.
L'autrice, attraverso la protagonista Angela, ci mostra questa realtà che si può quasi toccare con mano.
Colpisce il nostro egoismo, le nostre lamentele per problemi di poco conto.
Angela impara a mettere le cose nella giusta prospettiva andando come volontaria in queste zone.
Una terra martoriata in cui le macerie sono quasi la normalità, la quotidianità.
Ma, nonostante questo, il popolo siriano ha una grande dignità. Loro amano e rispettano la propria terra.
Altra cosa che salta all'occhio è come si può vivere tranquillamente senza i troppi agi e le comodità a cui siamo abituati. In Siria, le giornate passano cercando di portare sostegno a questi bimbi, i cui occhi hanno visto eventi che un bimbo non dovrebbe mai vedere a quell'età.
E non c'è niente di più bello che ricevere in cambio un loro sorriso o un loro grazie, gesti dal sapore semplice troppo spesso sottovalutati e che fanno un gran bene al cuore, invece.
L'autrice, con questo romanzo, ha voluto togliere la polvere, il velo di indifferenza da questa realtà che sembra lontana, ma che invece ci tocca estremamente da vicino.
Qui non si parla di culto religioso diverso, qui si va oltre.
Nessun bambino del mondo, nessuna donna, nessun uomo dovrebbe essere abituato a vivere così. È un inno alla vita e a riflettere sulla nostra umanità, sulla nostra empatia verso il genere umano, un invito a non chiudere gli occhi.
Questo libro è un faro acceso sull'attualità, scritto in modo delicato, anche nei passaggi emotivamente più duri, estremamente vivido.
Una lettura che arricchisce l'animo, che mi ha emozionato e fatto riflettere.
Vi invito a leggerlo.
Grazie Giorgia per averlo scritto.
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il 26 marzo 2017
La psicologa Angela apparentemente ha una vita perfetta: vive con un marito che l'ama ed un lavoro che la soddisfa. Ma tutto il castello di cristallo crolla non appena non riesce a raggiungere un suo proposito: avere un figlio. Si chiude in se stessa ed incomincia a mettere in discussione tutta la sua vita sino a quel momento idilliaca. Decide quindi di staccare la spina, allontanarsi e tuffarsi in una realtà ben diversa e ostile prestando aiuto alla popolazione Siriana. Qui si scontra con la dura reale vita dove l'esserci e non esserci più è solo questione di attimi. Cambiano così tutte le priorità e i punti di vista. Non c'è più tempo per crogiolarsi nel dolore ma bisogna agire e non cedere mai. Esordio dirompente della talentuosa Giorgia Golfetto che, oltre a mostrarmi la trasformazione di Angela, con delicatezza presenta il lavoro silenzioso dei volontari che con dedizione e sacrificio mettono a disposizione anima, cuore e vita per le popolazioni oppresse ed indifese. Spesso, presi dai nostri problemi quotidiani, tendiamo ad essere egoisti e guardare solo il "nostro orticello", invece non dobbiamo MAI dimenticare che esistono realtà dove intere popolazioni sono falcidiate da assurde guerre che non avranno mai fine solo perché a nessuno interessa...
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