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il 30 marzo 2017
Un'opera fuori dagli schemi, dai clichè, da tutto quello che ci si potrebbe aspettare da un autore al suo debutto. Un lavoro certosino sulla trama, su ogni parola, sull'ambientazione; ogni capitolo testimonia l'amore e la cura riposta in questo romanzo. La tecnica non sarà ancora perfetta come quella di un autore navigato, eppure la dolcezza, l'amorevolezza che Giorgia Golfetto ha trasposto in questa storia la rende preziosa e commovente. Tantissimi sono i temi non semplici trattati, alcuni addirittura scomodi per un romanzo a tema romantico. Eppure questo coraggio, la delicatezza con cui sono affrontati anche i passaggi più duri, la vividità che connota i personaggi con le loro forze e debolezze fanno di questa lettura qualcosa di originale e di struggente. C'è una grande potenza narrativa e una grande capacità di trasmettere emozioni in queste pagine. So che la penna si affinerà nel tempo, ma mi auguro che rimarranno intatti i sentimenti e lo sguardo limpido con cui l'autrice si accosta alle vicende umane, ammantando di poesia le gioie così come le sventure.
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il 14 aprile 2017
La prima cosa si percepisce leggendo questo libro è la sincerità che ha guidato l’autrice. Le emozioni si sentono e sono vere.
La storia è originale e il tema impegnativo, oltre che drammaticamente attuale.
Trovo molto realistico il comportamento della protagonista che decide di dedicarsi a un’opera umanitaria più per se stessa, almeno all’inizio, che per l’opera in sé. È come se il dolore che lei prova la isolasse dal resto del mondo, per conta solo ciò che, forse, potrebbe offrirle un po’ di pace, di conforto. Infatti, benché una volta giunta in Siria riesca a prestare la sua opera come psicologa al suo meglio, vive ogni evento soprattutto in funzione di se stessa e della sua situazione. Almeno per i primi mesi, almeno fino a che la tragicità degli eventi quotidiani non le consente di maturare e di capire che il suo dolore non è tutto e che non è nemmeno solo suo.
Si avverte, in qualche tratto della narrazione, a mio parere, che si tratta di un’opera prima, ma la scrittura è sempre fluida e corretta.
Decisamente un buon romanzo.
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il 26 marzo 2017
La psicologa Angela apparentemente ha una vita perfetta: vive con un marito che l'ama ed un lavoro che la soddisfa. Ma tutto il castello di cristallo crolla non appena non riesce a raggiungere un suo proposito: avere un figlio. Si chiude in se stessa ed incomincia a mettere in discussione tutta la sua vita sino a quel momento idilliaca. Decide quindi di staccare la spina, allontanarsi e tuffarsi in una realtà ben diversa e ostile prestando aiuto alla popolazione Siriana. Qui si scontra con la dura reale vita dove l'esserci e non esserci più è solo questione di attimi. Cambiano così tutte le priorità e i punti di vista. Non c'è più tempo per crogiolarsi nel dolore ma bisogna agire e non cedere mai. Esordio dirompente della talentuosa Giorgia Golfetto che, oltre a mostrarmi la trasformazione di Angela, con delicatezza presenta il lavoro silenzioso dei volontari che con dedizione e sacrificio mettono a disposizione anima, cuore e vita per le popolazioni oppresse ed indifese. Spesso, presi dai nostri problemi quotidiani, tendiamo ad essere egoisti e guardare solo il "nostro orticello", invece non dobbiamo MAI dimenticare che esistono realtà dove intere popolazioni sono falcidiate da assurde guerre che non avranno mai fine solo perché a nessuno interessa...
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il 10 marzo 2017
"Ecco come venivano gestite le informazioni, un accenno ogni tanto e poi il nulla. Se nessuno sa, nessuno si batte, nessuno si lamenta, nessuno DISTURBA il benessere dell'occidente che è mortalmente impegnato a sapere quale donna sedurrà il belloccio di turno, mentre un'infinità di morte ci attende al di là del mare!"
Perché ho scelto questa frase tra un'infinità di frasi illuminanti contenute in questo libro? Perché parla di noi, della nostra indifferenza, della velocità con cui lasciamo che una lacrima di ipocrita commozione diventi una risata davanti al comico che spara una battuta volgare e inutile.
Bene, torno al... come posso definirlo? Romanzo certo, libro pure, ma c'è qualcosa di più: qui c'è una donna che si è persa, c'è un matrimonio che non sa di sé più di quanto i due sposi sappiano di loro, c'è una guerra che fa comodo a chi sta facendo del Medio Oriente la sua particolare scacchiera di potere e tornaconto, infischiandosene dei morti e delle distruzioni, ci sono angeli che si spogliano delle costrizioni culturali che ci vogliono sereni e appagati con l'ultimo smartphone e vanno a portare amore dove amore è ricchezza riconosciuta.
Cos'è quindi: beh, un gioiello. Un piccolo capolavoro, come lo definisce Fatima (e chi è Fatima lo scoprirà chi leggerà Polvere sui ricordi).
La protagonista ritroverà sé stessa e molto altro, pur avendo perduto tanto, veramente tanto nel viaggio nel dolore di una civiltà annientata e nel caos della propria anima.
Un libro bellissimo. Bellissimo e commovente. Con tanta vita però, nonostante la morte.
Quanti bambini e quanti insegnamenti...
Non vale la pena, per questi lavori, soffermarsi sulle virgole. Ci sono tesori che superano gli stili e le abitudini di lettura: questo è uno di quelli.
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il 22 marzo 2017
Raramente esco dal mio genere di letture preferite che sono per lo più thriller e affini, ma quando accade, è sorprendente come ci si possa imbattere in opere tanto belle e profonde come questa. Una storia nella storia, un racconto che mi ha permesso non soltanto di leggere quanto accade, ma di attraversarlo. Una dimostrazione che a volte, neppure le immagini più strazianti, se ce ne fossero, potrebbero farti toccare quasi con mano tutto quel dolore. Ho avuto i brividi per tutto il tempo, Giorgia è riuscita a trasmettermi una moltitudine di sensazioni attraverso l'anima della protagonista e attraverso le umane e disumane debolezze che appartengono a molti, se non a tutti. Scritto col cuore, ma anche con l'essenza dell'anima che ho letteralmente percepito a pelle per tutto il tempo. Una prima prova per lei che spero scriverà ancora, lettura profonda, diretta, nuda. Consigliato vivamente a tutti. Grazie Giorgia...
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il 14 marzo 2017
Mi piace definire questo romanzo come un intenso viaggio ricco di eventi che danno vita ad emozioni coinvolgenti.
Una grave perdita, porta la protagonista a chiudersi nel suo dolore a discapito di sé stessa e del suo matrimonio. Trova il modo di fuggire da questo caos emotivo accettando il ruolo di psicologa infantile in una località dove la guerra e la morte regnano sovrana. Spera di trovare nel volontariato il suo personale modo per crescere, per evadere, per maturare e sopravvivere.
È il cuore del libro che cattura l'attenzione e quello non parla solo della protagonista della storia, ma di tutti noi e ci racconta che è inutile e sbagliato mettere a tacere i nostri demoni cercando di distorcere la realtà o creando situazioni diversive per accantonarli.  Bisogna invece affrontarli e condividerli trovando le soluzioni in noi stessi.
Il dolore porta all'egoismo  se lo richiudiamo  nella nostra mente e lo schermo protettivo che tutti noi erigiamo a difesa e a contrasto, altro non fa che svuotarci e ferire noi stessi e chi ci ama provocandone l'allontanamento.
La guerra poi, grande protagonista in questo romanzo, altro non fa che rammentarci i veri valori della vita che troppo spesso perdiamo di vista abbandonandoci al qualunquismo e al pregiudizio che , ormai, sono diventate x noi forme di più facile agire.
Angela ha avuto vicino un "angelo moro" per imparare a comprendere e a comprendersi.
Noi, abbiamo la lettura di libri come questo.

Davvero tantissimi complimenti per la cura, la sensibilità e la profondità con cui hai affrontato argomenti forti ed attuali racchiusi in una storia, permettimi il termine, finalmente "pulita" .
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il 26 marzo 2017
Un esordio coraggioso che risente dell'inesperienza del mestiere ma nel quale la scrittrice, in sordina, senza marketing e sponsorizzazioni, mettendo a nudo se stessa, ha dato voce a un impulso della coscienza, una necessità dell'anima, e trasformato in narrazione la sua sensibilità di vedere, la sua profondità di sentire.
Colpisce l'autenticità delle sue parole perché sincere: un credere alla vita come un'opportunità; un invito a non dare tutto per scontato; un inno alla non violenza e alla fede; un dono affinché sofferenze e ingiustizie non vengano dimenticate.
Sono tanti e forti i messaggi che ha voluto trasmetterci, a tal punto che ho avvertito chiaramente il suo bisogno di esternare e fissare le tue riflessioni interiori: valorizzare la dignità umana; dar voce alle morti ignorate; gioire della bellezza del bucaneve nel suo significato simbolico.
Per tutto questo, Giorgia e Angela, avete fatto “qualcosa di buono”.
Anche se la mia visione della realtà è meno utopistica della sua, concordo sul principio ghandiano che il cambiamento del mondo inizia con l'impegno e la volontà di migliorare se stessi e, aggiungo, che ognuno si prenda la responsabilità di ciò che è.
Concludo con le parole di Max, l'eroe nero, immaginandole rivolte a ciascuno di noi: “Abbi fiducia in te stessa e dai senso a questo viaggio. L'essere umano è una vera magia: può tutto se solo è abbastanza coraggioso da crederci”.
Partiamo dalla rinascita personale. Tre, due, uno. Via!
(Tre stelle e mezzo)
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il 15 marzo 2017
Giorgia Golfetto in questa sua opera prima dimostra grande sensibilità nell'affrontare il difficile tema del conflitto, combattuto sia su una terra martoriata che a livello interiore.
La storia è credibile e realistica; i caratteri dei personaggi sono tratteggiati in modo vivo, forse un po' idealizzato, ma fanno da contraltare alle fragilità della protagonista, chiamata a districarsi tra l'esercizio di professionalità e riscoperta di sé.
La narrazione procede in uno stile pulito e asciutto, ma diretto. Le emozioni arrivano dritte al cuore: si avvertono i tormenti di Angela, l'empatia per Fatima e le piccole vittime Siriane, il senso di impotenza verso questo mondo malato, la rabbia per la scarsa visibilità di una guerra assurda...
La testa invece è chiamata a porsi domande sul silenzio, sulle atrocità, sull'insensatezza della malvagità umana.
Con la sua storia Giorgia ha come tolto un velo, mettendo in parallelo le angosce per una vicenda privata e uno scenario internazionale drammaticamente attuale. I piani dell'Io si intrecciano con quelli dell'altro da Sé in un ideale superamento dell'egocentrismo verso una forma di altruismo inteso come impegno sociale, con ricadute personali.
L'autrice ha compiuto una sorta di percorso terapeutico narrativo, superando lei stessa fragilità e insicurezze, portando alla luce il suo personale tesoro nascosto.
Questa storia sembra un fiore nato tra le macerie, un ricordo forte, intenso e puro, scaturito dalla polvere e dal grigio di un dolore che riesce a trasformarsi in colore.
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il 24 marzo 2017
Un lieve soffio di respiro. Ecco cosa è stato per me leggere il libro di Giorgia Golfetto. Cosa significhi questa espressione non so spiegarlo, ma sono le prime parole che mi sono venute in mente dopo essere riemersa da questa "polvere".
Mi scuso se non so essere più breve, ma dentro questa recensione ci sono tutte le impressioni ed emozioni che ho provato leggendolo.
Prima di iniziare la lettura pensavo mi sarei annoiata e intristita... Ma ho giudicato senza conoscere i fatti. Mi sono persa tra le pagine di questo libro, che parla, sì, della crudeltà della guerra siriana, ma anche di tutto un mondo interiore che appartiene alla protagonista Angela e ai personaggi del libro e che potrebbe essere il mio. Una storia bella e delicata, ovvio non si tratta di un romanzo rosa leggero e spensierato: ci sono le descrizioni di bambini mutilati e lo scempio della guerra. Ma è anche molto altro. Quasi una pietra incastonata in un deserto.
L'autrice delinea e caratterizza perfettamente i personaggi, probabilmente mitizzandoli un po', ma è l'unico modo che ha per farlo, perché è proprio così che la protagonista li percepisce: l'autrice narra tutta la storia facendocela osservare con gli occhi di Angela, la quale ci accompagna prendendoci per mano durante la lettura, alla scoperta di ciò che accadrà, togliendo la polvere, la SUA polvere dai ricordi, viaggiando dentro se stessa, per vincere le ombre che lei, come molti di noi, ha nel suo animo.
Descrive con estrema delicatezza le persone e i bambini, che stanno affrontando una guerra che non è la loro, possono solo "accettarla": è come se il lettore potesse vedere le immagini delle vicende, delle fotografie.
Non è mostrato solo l'orrore, ma anche, e soprattutto, la dignità e la forza di quella gente, compresi i bambini che gioiscono per una carezza. Noi tendiamo spesso a chiudere la porta a queste vicende, per non immaginare il dolore, che tanto non ci è direttamente destinato. Siamo fortunati perché i nostri bimbi hanno il privilegio di fare i capricci per un nuovo giocattolo. Invece le anime che vivono la guerra devono ringraziare per il loro "giorno in più" su questa terra. Molte volte mi si sono velati gli occhi di lacrime. Non per l'angoscia, ma per i sentimenti descritti, o per le vittorie dei volontari, ad esempio quando Angela riesce a farsi accettare da un bambino ormai chiuso in se stesso.
Polvere sui ricordi è anche una storia di persone dal cuore semplice, di crescita e riscoperta personale, di Amicizia e Amore, entrambi con la A maiuscola. Ho empatizzato moltissimo con i personaggi, resi umani dalla Golfetto, al punto da immedesimarmi e provare le loro stesse paure, dolori, gioie, sconfitte, vittorie...
Man mano che la storia evolve, viene soffiata via proprio quella polvere che rende cieca Angela, magari sostituendola con un'altra più reale: grazie alla scoperta del grande amore che sta vivendo il suo amico e compagno di missione Max, in mezzo a quello scempio, lei si risveglia dal tepore immobile e decide di affrontare i demoni che porta dentro.
Un romanzo intimista e di crescita, perché, proprio come per Angela, arriva un momento per ognuno di noi, se mai ce ne fosse bisogno, di prendere la via della svolta, soffiando sul nostro animo.
Una storia che narra la forza di tutti gli angeli invisibili che si dedicano anima e corpo alla missione, contro tutta l'indifferenza del resto del mondo che devono affrontare, donando una delle cose più preziose, il loro tempo, magari anche tralasciando i sogni... Qualsiasi sia stato il motivo che li ha fatti partire per quella terra lontana, la gente che stanno aiutando diventa parte di loro.
Le parole di questo libro scorrono veloci e rimangono impresse, visto forse il modo diretto e asciutto in cui sono state scritte.
Piccole bolle sospese i momenti in cui Giorgia descrive i sentimenti di Angela e dell'amore che credeva assopito di e per suo marito Pietro: si era semplicemente nascosto per proteggersi, bastava solo riscoprirlo. La nostra instabilità interiore a volte pone noi stessi davanti a tutto il resto, ma quando ritroviamo il giusto equilibrio, "sentiamo" di nuovo chi ci è rimasto vicino nonostante tutto, solo che non lo notavamo più.
Ho metabolizzato il fatto che "non è rifiutando il dolore che lo si supera", "vivendo la vita, invece di inseguirla", e che si deve accettare il nostro essere "perfettamente imperfetti".
Mi è piaciuta molto l'idea di inserire poesie inedite all’inizio dei capitoli, che alla luce del finale della storia mi ha colpito ancora di più, ovviamente non posso rivelarvi il motivo.
La conclusione mi ha scaldato il cuore perché evidentemente... "a volte bisogna solo aspettare il momento giusto".
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il 23 marzo 2017
Angela è una donna determinata e irruente, una psicologa coscienziosa che, dopo un terribile momento personale, si lancia a capofitto in una esperienza di volontariato. Lo fa per allontanarsi dai suoi demoni, senza capire che se li sta portando dentro. Come le fa notare uno dei personaggi, Max, non può davvero sperare che la guerra degli altri , la guerra fuori, in una Siria martoriata, l'aiuti a superare e vincere la sua guerra personale. Infatti, le difficoltà che Angela affronterà saranno ancora tante, ma alla fine quelle stesse esperienze dolorose e laceranti squarciano il velo di incertezze e bugie dietro le quali si era nascosta e, per certi versi, le danno la spinta ad andare avanti con maggiore coraggio, affrontando la realtà, invece di fingere di non vederla. Era da molto tempo che non leggevo un libro così: di denuncia, sì, e ammetto che, in altri libri, questo aspetto mi avrebbe infastidita, ma soprattutto di speranza, di luce che filtra qua e là, dai sorrisi dei bambini, dai piccoli gesti di solidarietà, dalle riflessioni profonde della protagonista. Eppure appare subito evidente che lo scopo non sia solo puntare il dito, ma mostrare che le cose possano essere cambiate, possano migliorare un po' alla volta. Una vita alla volta. Angela lo fa con la propria e ognuno, a modo proprio, dovrebbe imparare a farlo. Mi sono commossa, ho riflettuto e condiviso certe emozioni: non penso di aver letto molte opere prime tanto significative. Lo consiglio!
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