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Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social Copertina flessibile – 21 giugno 2018
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- Età di letturaDa 3 anni in su
- Lunghezza stampa211 pagine
- LinguaItaliano
- Dimensioni19.2 x 1.4 x 13.8 cm
- EditoreIl Saggiatore
- Data di pubblicazione21 giugno 2018
- ISBN-108842825166
- ISBN-13978-8842825166
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Dettagli prodotto
- Editore : Il Saggiatore (21 giugno 2018)
- Lingua : Italiano
- Copertina flessibile : 211 pagine
- ISBN-10 : 8842825166
- ISBN-13 : 978-8842825166
- Peso articolo : 140 g
- Dimensioni : 19.2 x 1.4 x 13.8 cm
- Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 49.381 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)
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Ho acquistato questo libro dopo aver visto The Social Dilemma in cui viene intervistato proprio l'autore ed è stato un ottimo complemento al documentario.
Non è un saggio per addetti ai lavori, anzi, vuole essere l'opposto, vuole spiegare come questa macchina della FREGATURA, un acronimo inventato per indicare i social e Google, riesca a guadagnare, a manipolare e a plasmare le persone che lo utilizzano.
Un ottimo saggio, molto interessante anche il suo punto di vista di un informatico che da anni abita nella Silicon Valley, forse un po' ripetitivo ma magari così è più convincente(?).
Consigliato a tutti, anche a chi non utilizza social.
Secondo Lanier le piattaforme social: FB e Google prima di tutto sono delle vere e proprie fregature, così le chiama, ti fregano l’anima, peggiorano la vita sociale, imbarbariscono le relazioni sociali e sono causa della deriva autoritaria che si registra in tutto il mondo e favoriscono l’elezione di leader e partiti autoritari. Io direi: “Pericolo ad alta tensione – chi tocca i fili muore” e due teschi per far comprendere il concetto anche a chi non vuole proprio capire, questo il filo conduttore di tutta la pubblicazione.
Opera breve ma molto densa che hanno aperto alle mie riflessioni uno spazio fino ad ora sconosciuto. Avevo già letto e compreso il ruolo degli algoritmi, la creazione delle echo chambers, la radicalizzazione del pensiero dominante, il ruolo delle fake news, dei bot, delle IA. Tutte concetti chiari e arcinoti da un po’ di anni e come questa potenza di fuoco sia e sia stata utilizzata anche dai servizi di vari paesi per obiettivi non certo cristallini. Ma tutte queste informazioni erano scollegate nella mia mente, non avevano ancora preso la forma di una pur minima struttura. Lanier entra nel vivo e lancia una bomba in direzione di FB e Google considerate la causa prima di questo imbarbarimento mondiale. Come al solito noi riusciamo ad analizzare quello che succede nella zona diciamo occidentale del mondo sotto l’ala di influenza statunitense, ma possiamo ritenere che le stesse riflessioni siano valide anche nell’area cinese dove invece di utilizzare l’interfaccia FB utilizzano Renren, WeChat o Weibo. Il processo che regge le piattaforme social sono infatti le stesse.
L’autore spiega le dieci ragioni perché dovremmo abbandonare le piattaforme social.
L’autore sottolinea una cosa nota, che attraverso l’utilizzo dei social siamo costantemente monitorati e controllati e riceviamo continui feedback artificiali. Ma in questa maniera veniamo man mano ipnotizzati da informatici che non vediamo e per scopi che non conosciamo. Siamo diventati tutti cavie da laboratorio. Gli algoritmi correlano ciò che fai con quello che quasi tutti gli altri hanno fatto. Ma chi ci guadagna sono gli inserzionisti che sanno cogliere il momento giusto, quello in cui sei più predisposto, per influenzarti con gli annunci che hanno già funzionato con le persone con cui condividi certi tratti e circostanze.
Gli inserzionisti nel passato avevano possibilità limitate per promuovere qualcosa, e ciò che promuovevano poteva anche essere subdolo o fastidioso ma durava poco. Inoltre la pubblicità che la gente vedeva in tv o su giornali e manifesti era uguale per tutti non era personalizzata. La differenza più grande sta nel fatto che non eri monitorato e valutato ogni secondo in modo da ricevere stimoli ottimizzati in modo dinamico, per ingaggiarti e modificarti. Tutti coloro che utilizzano i social media ricevano stimoli personalizzati, costantemente ricalibrati senza interruzioni, purché abbiamo uno smartphone. La pubblicità oggi pone in atto una continua modificazione comportamentale su vastissima scala.
Il processo di base che consente ai social media di fare soldi e contemporaneamente danneggiare la società è la modificazione del comportamento, un metodo che comprende strategie in grado di cambiare i modelli comportamentali. Può essere impiegato per trattare le dipendenze ma anche per crearle.
Il danno che ne riceve la società deriva dal fatto che la dipendenza porta alla follia. Il tossicodipendente perde gradualmente il contatto con il mondo reale e le persone reale. Quando un gran numero di persone è dipendente da schemi manipolativi, il mondo diventa un posto cupo e malato.
Gli algoritmi sono adattivi il che significa che apportano continuamente piccoli cambiamenti per cercare di ottenere risultati migliori cioè più ingaggianti e quindi più redditizi. I social network inoltre chiamano in causa anche un’altra pressione di stimoli, la pressione sociale. Gli individui sono profondamente sensibili a questioni come lo status sociale, il giudizio e la competizione. La manipolazione delle emozioni sociali è il modo più semplice per generare ricompense e punizioni. Tutto ciò evoca dentro di te dei sentimenti soprattutto su ciò che pensano gli altri. Ma è il feedback negativo che fa guadagnare; è la scelta migliore per il business, quindi nei social media compare più spesso. Emozioni negative come la paura, la rabbia scavano più a fondo e si sedimentano più a lungo dentro di noi rispetto a quelle positive. Occorre maggior tempo per creare fiducia che perderla.
La cosa assurda è che l’engagement non ha alcuno scopo particolare se non quello di migliorarsi eppure il risultato è una innaturale amplificazione su scala globale delle emozioni facili che sono quelle negative. Il problema non è la modificazione del comportamento in sé, ma la modificazione del comportamento implacabile, robotica e insensata messa al servizio di manipolatori invisibili e algoritmi indifferenti.
La stragrande maggioranza dei soldi che arrivano a Google, e FaceBook proviene da terzi che vogliono cambiarti e ritengono di poterlo fare. Molti processi di modifica comportamentale ricordano quelli degli spot televisivi, convincerti a comprare un’auto, o scegliere una certa marca di caffè. Ma la cosa assurda è che le stesse social media company, per loro stessa ammissione, non sanno l’identità degli inserzionisti ovvero i soggetti che traggono beneficio dal tuo essere manipolato. Quindi probabilmente ci sono degli attori che ci manipolano e che non conosciamo.
Chi commenta sulla piattaforma è principalmente alla ricerca di attenzioni.
L’autore scrive che noi siamo come lupi, possiamo essere solitari o membri di un branco.
Quando siamo lupi solitari siamo più liberi. Siamo cauti ma anche più capaci di provare gioia. Pensiamo con la nostra testa improvvisiamo, creiamo. Quando siamo in branco le interazioni con gli altri diventano la cosa più importante del mondo. Le persone subiscono un cambiamento drammatico. Quando la gente è rinchiusa in una struttura di potere competitiva e gerarchica come per esempio una corporation, o anche in politica, rischia di perdere di vista la realtà di ciò che sta facendo, perché la lotta di potere immediata incombe gettando una ombra sulla realtà.
L’interruttore sulla modalità branco ti porta a prestare così tanta attenzione ai tuoi pari e ai tuoi nemici – altri branchi, da impedirti di vedere quello che succede al di là del naso. Quando l’interruttore solitario / branco è impostato su branco, diventiamo ossessionati e controllati da un ordine gerarchico. Schiacciamo chi sta sotto di noi per timore di essere retrocessi e facciamo di tutto per adulare e allo stesso tempo colpire chi sta sopra di noi. I nostri pari oscillano tanto rapidamente tra le categorie alleati e nemici che smettiamo di percepirli come individui. L’unica costante alla base dell’amicizia è l’antagonismo condiviso verso gli altri branchi.
Ci sono situazioni che richiedono la modalità branco come l’esercito classico ed è il fenomeno che ho sperimentato anni fa quando frequentai il corso ufficiali di complemento a Firenze. Esisteva solo la caserma, i colleghi e i superiori, il resto era stato cancellato dalla mia realtà. Tutto ciò che era fuori dalla caserma semplicemente non esisteva. Ci sono casi in cui gli individui si devono annullare all’interno di un ordine gerarchico perché è l’unico modo per sopravvivere. Ma Lenir scrive che uno degli obiettivi principali della civiltà dovrebbe essere quello di rendere queste situazioni sempre più rare.
Per l’autore i social media stanno minando la verità. L’interruttore su branco porta le persone a prestare così tanta attenzione alla competizione sociale da non vedere e non accorgersi di una verità più ampia e fondamentale. Le tech company ti spiano. Se le persone subiscono continui stimoli dalle tecnologie spionistiche le persone perdono autenticità. Ti bombardano di contenuti ed esperienze. La perdita della verità è il prodotto. Dirigono la vita delle persone mediante l’opera di modificazione comportamentale. Quando creano a tavolino forme di dipendenza per manipolare le masse per scopi commerciali, quelle masse vengono automaticamente allontanate dalla verità.
Ottenendo grandi entrate economiche modificano segretamente il comportamento della gente. Gli incentivi economici tendono a prevalere sulle regole. Ciò significa che l’esplorazione sociale che ci aiuta a trovare la verità è meno autentica. Gli individui sono raggruppati in cluster di loro simili paranoici, perché così possono essere più facilmente e prevedibilmente influenzati.
I social media stanno anche distruggendo la nostra capacità di provare empatia. I contenuti sono scelti appositamente per te, e gli annunci sono personalizzati ma non sai fino a che punto il tuo feed è alterato e perché. Il sistema crea automaticamente dei filter delle bubble, le nostre opinioni vengono rinforzare in modo rassicurante, tranne quando gli algoritmi ti mostrano opinioni opposte alle tue nella loro versione più irritante. Rassicurare o imbufalire l’importante è mantenere la tua attenzione. I social promuovono una cultura tribale e sta lacerando la società.
Secondo l’autore i social media rendono anche infelici le persone.
Le teorie di Lanier sono interessanti, non so se siano esatte; tuttavia ritengo che il futuro sia più roseo di quello descritto. Innanzitutto sono certo che FB dovrà cambiare, ormai è chiaro che la piattaforma sia interessante sono ad una popolazione ultra quarantenne, i giovani già da tempo la stanno abbandonando per altre alternative e questo spingerà a cambiamenti che non saranno lineari come quelli descritti.
La parola “fregatura” ( che nn capisco cosa traduca ) e ‘ scritta almeno 1000 volte .
Interessante ma illeggibile .
Un testo che fa riflettere ma da prendere "cum grano salis" in quanto Lanier è un progressista politicamente schierato e un informatico interno al sistema, che reputa sì che media siano perniciosi per la salute mentale dell'utenza ma che in fondo oramai ci siano e facciano ormai parte del nostro vissuto, dato che grosse alternative per ora non si affacciano né il sistema che ha prodotto codesti media possa proporne altri che non siano consustanziali al suo scopo della ricerca del massimo profitto atrraverso la manipolazione del pensiero e delle coscienze.
In ogni caso da leggere e poi da emanciparsi il più possibile dai media sociali, smartphone inclusi.
Purtroppo lo stile della prosa (un po’ uno sfogo, a volte tipo stream of consciousness) ne limita un po’ l’efficacia e rende la lettura e l’assimilazione difficoltosa.
Ma i contenuti sono FONDAMENTALI. Il libro apre letteralmente gli occhi sui meccanismi intrinsecamente manipolatori dei social media.
Dovrebbe essere letto da chiunque frequenti queste piattaforme e soprattutto abbia figli in età esposta al loro utilizzo.
Il libro é inoltre ricco di note che rimandano ad articoli di approfondimento dei temi trattati in ogni capitolo (io ho letto la versione sulla app Kindle e le note sono link direttamente cliccabili… - consigliata)
Lo sto consigliando a tutti i miei amici. Ne consiglio caldamente la lettura.


