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Recensione cliente

18 gennaio 2013
Premetto che non sono un’accanita lettrice di fantascienza, ne ho letto davvero pochi, perché per indole amo di più il Fantasy. Al mio modesto bagaglio culturale mancano, o quasi, anche nomi come Asimov, Philip Dick o Matheson. Meriterei la gogna, ne sono cosciente, ma sto tentando di rimediare.
Questo per sottolineare che non sono un esperta del genere.

Deserto Rosso. Punto di non ritorno è il primo di un ciclo di quattro romanzi di fantascienza scritti da Rita Carla Francesca Monticelli. Di fatto è un romanzo a puntate.
L’esplorazione di Marte e gli studi sul Pianeta Rosso sono sicuramente tra gli obiettivi principali della NASA e la missione Hera era stata uno dei primi tentativi di portarvi l’uomo. Questa prima missione però si era conclusa con la sparizione dei membri dell’equipaggio che vi avevano fatto parte. Una volta giunti nel suolo marziano, di loro non si seppe più nulla. Trent’anni dopo decidono di riprovarci e nasce il progetto Isis, che ha come scopo, non una breve esplorazione del pianeta, ma la sua colonizzazione, un primo tentativo di abitarlo.
Anna Persson è un esobiologa svedese che lavora per l’Agenzia spaziale Europea, durante un convegno a Parigi riceve l’invito a candidarsi per poter partecipare alla missione. Anna, che ha sempre sognato di viaggiare nello spazio, decide di provare e viene selezionata.
Noi la troviamo proprio all’inizio del romanzo mentre abbandona la navetta spaziale con una rover con appena 20 ore d’autonomia, in partenza verso un obiettivo misterioso,cosciente che morirà nel tentativo perché il suo mezzo non riuscirà a riportarla indietro. Il suo sembra un gesto suicida.

La nostra attenzione viene catturata immediatamente perche il racconto non è scritto in ordine cronologico, ma in vari flash back che ci riportano indietro a quella che è stata la sua vita prima della missione, al periodo d’addestramento; iniziamo a conoscerla meglio, i suoi dubbi e le sue paure, le sue origini e il ruolo del padre nella sua vita, inoltre veniamo iniziati ai misteri insoluti e alle stranezze legati alle due missioni spaziali. Cosa ne è stato dell’equipaggio dell’Hera? E cosa è andato storto nell’Isis?
Un modo di scrivere incisivo, per nulla noioso e ricco di suspense che ti costringe a una lettura tutta d’un fiato. Perché devi sapere... devi.
Bellissime le descrizioni, molto vivide, del paesaggio marziano, la Valles Marineris, le distese di sabbia rossa ti fanno vivere il racconto in modo molto realistico.
La lasciamo alle prese con una caviglia slogata per una caduta, che sembra decretarne così la fine, ma che sarà l’inizio.
Io l’ho adorato, il seguito: Gli abitanti di marte è uscito il 30 Novembre,è già in mio possesso e l’ho praticamente divorato. Recensirò prossimamente anche la seconda parte.
Il racconto ha, tra le sue pieghe, non poche sorprese... io lo consiglio. Da leggere.

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