Recensione cliente

Recensito in Italia il 9 novembre 2013
Ho avuto il piacere di leggere questo titolo quando era ancora un'edizione autoprodotta e portava il titolo dell'opera di Munch che fa da centro narrativo. Nonostante il nuovo titolo non sia intrigante come quello originale (a mio parere), la storia è rimasta originale, profonda e trascinante, anche più di prima.

Comincio col dire che si legge in un solo respiro, e questo non perché sia un romanzo breve o leggero, tutt'altro; semplicemente non puoi scollare gli occhi dalle pagine finché non hai finito tutta la storia.
Innanzitutto c'è da apprezzare profondamente l'originalità del nodo narrativo, rappresentato dal quadro di Munch che si rivela la leva scatenante di tutta la narrazione successiva.
La trama è molto ben congegnata, funziona come un orologio in cui tutti gli ingranaggi combaciano alla perfezione. Non c'è alcuna scena, alcuna descrizione, alcun rigo che non abbia ragione d'esistere o che risulterebbe migliore se collocato altrove o scritto in altro modo. Si evidenzia molto bene quanto nulla in questa narrazione sia stato lasciato al caso o al puro impulso di scrivere, bensì l'opera sia frutto di un'accurato lavoro che ha plasmato ogni singola pagina fino alla sua resa migliore.
La storia ha una trama "semplice" solo in apparenza, in quanto è capace di muovere dentro di noi emozioni ben più profonde di quelle che sembra solleticare apparentemente. Soprattutto la commovente storia di Silvia e il suo triste - grottesco, potrei dire - destino è forse un perno fondamentale della portata emotiva di quello che può suscitare questo libro a chi, come me, si abbandona totalmente al flusso della lettura.
I personaggi sono studiati al punto giusto, ci vengono presentati con semplicità e chiarezza, senza inutili fronzoli descrittivi privi di scopo. Vengono tratteggiati con la rapidità di uno schizzo a matita che coglie i punti fondamentali di ciascuno, rendendoli immediatamente familiari. Le loro interazioni sono spontanee, verosimili e mai forzate. Le loro vite sono comuni, ci si riconosce facilmente e ci si identifica in essi con una semplicità disarmante.
Lo stile dell'autrice è posato, costante e procede senza sbalzi ritmici, ma non perde mai il proprio smalto. La lettura scorre fluidamente senza stancare, conducendo con molta naturalezza il lettore alle svolte narrative e permettendogli una profonda identificazione con le emozioni angoscianti della protagonista.
Il lessico è sobrio ma nel contempo non banale, punto di equilibrio che difficilmente un autore raggiunge con il proprio titolo d'esordio.
Ho molto apprezzato la descrizione accurata, ma nel contempo chiara e mai pesante, che l'autrice fa dei quadri di Munch, permettendomi di figurarmeli chiaramente nonostante li abbia solo intravisti sui libri di Storia dell'Arte.
E' stato inoltre molto piacevole notare la raffinatezza del corretto uso della grammatica che ha portato a un prodotto privo di refusi, degno biglietto da visita per un'autrice che, sono sicura, farà molta strada.
Un libro che merita pienamente le 5 stelle. Complimenti all'autrice, attendo la sua prossima opera con ansia!
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