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La scuola raccontata al mio cane Copertina flessibile – 17 nov 2008

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Descrizione prodotto

Recensione

Un’insegnante malinconica e spaesata, ma non vinta

Loewenthal Elena, Tuttolibri - La Stampa

Il più delle volte, è tutta una questione di parole. O per meglio dire, le parole bastano egregiamente per spiegare come stanno, o dovrebbero stare, le cose. Del resto quello è da sempre il loro mestiere. Prendiamo, ad esempio, la scuola. Una volta, forse nemmeno tanto tempo fa, il suo lessico comprendeva cose/parole quali "interrogazione" e "compito in classe", participi come "promosso", "bocciato". "Respinto" oppure "ammesso". Ma, come ben si sa, i tempi cambiano e le parole vanno e vengono. Così, a scuola, dritta chissà se da un spot per mobili da salotto o da qualche nostra isola di confine alle prese con miriadi di gente disperata, è giunta la parola "accoglienza". Senza entrar nel merito di pur rilevanti dettagli, la parola "accoglienza" a scuola significa che oggigiorno tutte le matricole, quand'anche abbiano messo piede in uno di quei licei famigerati che, sino a un pugno d'anni fa, mietevano sparuti reduci e orde di rinunciatari, trascorrono le prime settimane in bilico fra i rudimenti di trascurabili materie come latino, matematica, letteratura italiana, e attività collaterali quali il giro turistico dell'istituto per capire dove stanno i servizi (e gli specchi, per le ragazze), la visita guidata a musei e palazzetti dello sport, la psicoterapia preventiva di gruppo perché non si sa mai dove può finire la testa. A questa e a tante altre parole (nuove) della scuola, è dedicato il libro di Paola Mastrocola. Una via di mezzo tra il pamphlet e la memoria, fra l'autobiografia e la denuncia. Perché attraverso le parole, e un cane mite ma la cui pazienza ha anche lei il suo giusto limite, emerge un quadro piuttosto desolante di un mondo di banchi e cattedre dove l'educazione - intesa come istruzione "globale" - cede tristemente il passo all'offerta di servizi. Dove invece del temuto eppure benemerito "programma", c'è ormai "l'individuazione dei percorsi". Dove si esplicitano le competenze invece di mandare a memoria le declinazioni. Esercizio quest'ultimo fors'anche gratuito, ma così utile per far lavorare il cervello. E magari, a tanti anni di distanza, anche il cuore. Paola Mastrocola racconta la scuola vista dall'interno, dalla parte di chi tutte le mattine si siede in cattedra e prova, con fatica e frustrazione, a formare dei ragazzi. Investendo magari buona parte dell'anno scolastico nella definizione dell'apostrofo. Creatura obsoleta e dai più, ormai, trascurata. Pensare che una volta, in prima superiore, si faceva l'Eneide. Adesso bisogna prima fare il tagliando all'apostrofo. Ma il punto di vista dell'autrice è anche, soprattutto, quello di un maliconico spaesamento: lei in questa scuola che organizza i moduli e percorre i percorsi, non ci si ritrova proprio. Ha forse una visione un pizzico nostalgica del mestiere e di una vocazione ormai stretta fra la somministrazione dei test e la costruzione della griglia. Si sente un pesce fuor d'acqua, anzi una barca nel bosco, dentro questa scuola piena di parole nuove e di nuova inconsistenza. Per fortuna è rimasto il suo cane ad ascoltarla: lui, e qualche sparuto reduce che ringrazia ancora il cielo ogni giorno, per aver studiato le declinazioni in quarta ginnasio. 

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Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile
  • Editore: Guanda (17 novembre 2008)
  • Collana: Le Fenici rosse
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 886088716X
  • ISBN-13: 978-8860887160
  • Peso di spedizione: 222 g
  • Media recensioni: 4.2 su 5 stelle  Visualizza tutte le recensioni (4 recensioni clienti)
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Principali recensioni dei clienti

Di Early Bird il 21 luglio 2015
Formato: Copertina flessibile
Non sono d accordo con il giudizio negativo, mi chiedo se il lettore abbia capito il libro o se si sia reso conto di quello che le riforme alla scuola hanno provocato. Io ho fatto il liceo negli anni 90 e secondo me l autrice (scusate i typos, ho una tastiera straniera e scrivo da un cellulare formato mini) coglie in pieno come abbiamo trasformato un sistema educativo efficace e invidiato in tutta europa in un qualcosa di disastroso. I nostri maturandi non sanno più scrivere, non leggono piú libri, sono promossi senza sforzo e anche se non studiano. La meritocrazia non esiste piú e il sistema distrugge ogni motivazione negli studenti piu volenterosi. Per me un libro che ogni genitore dovrebbe leggere per capire cos è la scuola oggi e cercar di intervenire da casa quanto possibile nella crescita intellettuale dei propri figli studenti. Brava.
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
L'autrice con la scusa di raccontare di sé ripercorre la storia della scuola italiana. Ha il pregio di andare all'essenza delle questioni. Il cane ovviamente siamo noi lettori, noi studenti figli delle riforme, ma chi ha letto "La gallina volante" della stessa autrice non si sentirà offeso dall'essere trattato con un animale, anzi.
Ovviamente: da leggere.
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Formato: Copertina flessibile
Il libro è scritto in modo elegante, ma il contenuto non funziona. L'autrice, un'insegnante di lettere nella scuola media superiore, disapprova le innovazioni introdotte nella scuola da leggi recenti. In questo, si trova in nutrita compagnia. Ma la sua disapprovazione si estende alla pretesa che la scuola svolga una funzione educativa, si occupi degli studenti che restano indietro o di quelli immigrati da poco. Per lei, al centro del compito dell'insegnante (di lettere) c'è la letteratura, non l'allievo. Lo confessa: "Non ho scelto di insegnare. L'insegnamento era la naturale conseguenza della mia scelta di studi."
Inoltre, rifiuta l'idea che per insegnare serva metodo. Per lei l'insegnante modello è semplicemente innamorato della letteratura: inevitabilmente questa passione contagerà gli allievi e li renderà migliori.
Sono idee rispettabili, naturalmente. Peccato che non vengano sostenute con argomenti più solidi del "si è sempre fatto così e lo sanno tutti". Che all'insegnare "con metodo" si contrapponga un non meglio precisato insegnare "bene".
Genio e sregolatezza in cattedra? E se poi manca il genio?
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Formato: Formato Kindle Acquisto verificato
Molti insegnanti, di oggi, dietro la riforma nascondono la propria ignoranza , a pagarne le spese sono i nostri figli
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