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Il settimo papiro: Il ciclo egizio (La Gaja scienza) di [Smith, Wilbur]
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Il settimo papiro: Il ciclo egizio (La Gaja scienza) Formato Kindle

4.2 su 5 stelle 44 recensioni clienti

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Lunghezza: 554 pagine Miglioramenti tipografici: Abilitato Scorri Pagina: Abilitato

Descrizione prodotto

Recensione

Wilbur degli egizi e il papiro maledetto

Piero Soria, Tuttolibri - La Stampa

Bisogna dirlo subito: Il settimo papiro sembra l'orfano negletto de Il Dio del fiume. D'accordo: quando uno sfiora il capolavoro, è poi difficile ripetersi. Ma la smania di Wilbur Smith di aprire una nuova saga, dopo quella fortunata dei Ballantyne, questa volta ha finito per tradire autore e lettori.
Il gioco di "serializzare" un'idea vincente può funzionare - come ha funzionato in passato - solo se il racconto ha quel respiro immenso e grandioso che attraversa le generazioni. Se sa costruire l'epopea di una famiglia. Se la storia dei figli affonda nel coraggio indomito dei padri fondatori. Nel loro sangue. Se l'avventura di madri e sorelle s'intreccia di continuo nei solchi del tempo. E se il concetto imperituro di dinastia continua all'infinito, senza mai concedere la meschina sensazione della fine. Nel Settimo papiro - al contrario - si avverte spesso il gelo di un piano ideato a tavolino. Il senso fastidioso del filone da sfruttare sino all'ultima pepita. La stanchezza e la ripetitività di maniera in un'onda epica da cavalcare anche se il mare è un olio. Può sembrar assurdo fare un discorso del genere quando un romanzo galoppa senza ostacoli nelle classifiche dei bestseller. È come volersi mettere a tutti i costi di bolina. Ma può anche capitare che l'aspettativa di un nuovo colpo d'ala trascini al di là dei meriti effettivi. Intendiamoci: Wilbur Smith, persino nelle cadute, possiede quei lampi di genio che lo rendono unico nel suo genere. Solo, in questo caso, le folgori sono scintille e sprizzano a sprazzi.
La vicenda è piuttosto semplice. È lo scriba Taita a legare due storie lontane tra di loro l'abisso di trenta secoli. Il confessore di regine, l'astronomo di corte, il gran letterato egizio, il soave architetto, l'asessuato poeta e musicista, il dotto linguista e l'imperscrutabile inventore de Il dio del fiume ha lasciato memoria di sé, e di una magica era, nello stupendo monumento funerario dedicato al suo faraone, Mamose. Ma l'ubicazione della tomba - e dei suoi splendidi tesori - è sepolta nell'oscuro enigma di alcuni versi vergati dalla sua stessa mano come sfida ai posteri - e pubblicati, guarda caso, proprio nelle ultime pagine del libro stesso in attesa di sfruttarle in un futuro già pianificato. Accade così che un romanzo di affascinante finzione diventi all'improvviso il frammento culturale da cui partire per un'immaginifica avventura archeologica. E che un romanziere di grande fama si trasformi - in un'orda di beatificanti autocitazioni - nello scienziato depositario di ogni verità: Wilbur l'africano che si specchia in Wilbur l'oxfordiano, quasi a disprezzare il ruolo di "più importante scrittore d'avventure del nostro tempo" che la critica, semplificandone gli attributi letterari, gli ha cucito addosso. Questo il lato fastidioso. Poi, fortunatamente, il Wilbur che conosciamo riprende in mano la situazione. E il racconto torna a scrosciare di misteri e di colpi di scena. Si interrompe l'artificialità del legame lungo tremila anni e la trama diventa una storia moderna a sé stante: quella dello spregiudicato sir Nicholas Quenton-Harper che, innamorato della dolce Royan Al Simma - vedova del direttore assassinato del Dipartimento delle Antichità Egizie - sconfigge l'avido collezionista Gotthold von Schiller nella corsa al sepolcro misterioso. Una corsa, ovviamente, piena di tradimenti, di inganni e di suspense. Con il sottofondo di un'Africa violenta, diversa dal solito. Immersa nei canyon del Nilo Azzurro e nel sangue della guerra civile etiope. Tra guerriglieri, banditi e mercanti di morte, monasteri copti e santi delle montagne. Il solito grande affresco di chi non solo possiede nelle mani il dono della scrittura, ma anche quello di un amore totale per le stridenti contraddizioni della sua terra.

Sinossi

Da oltre tremila anni, nel cuore nero dell’Africa pulsa uno straordinario mistero, nato dalla mente e dalle mani di un uomo e poi sottratto agli altri uomini grazie al letale abbraccio di un fiume indomabile e di una natura brutalmente ostile.
Quel mistero è la tomba del faraone Mamose, uno scrigno di rocce e di tenebre concepito dallo scriba Taita per celebrare la potenza del suo sovrano e per conservarne in eterno le immense ricchezze. Orgogliosamente convinto che nessuno riuscirà mai a violare il maestoso sepolcro, Taita ha lanciato la sua sfida ai posteri, lasciando una sottile traccia di enigmatiche indicazioni, vergate su un fragile papiro, che illuminano i segreti della tomba e indicano la via per raggiungerla. E l’appassionante sfida è ancora aperta per chiunque sia tanto coraggioso (o tanto folle) da volersi cimentare con i tenebrosi fantasmi di un remoto passato: per lo spregiudicato sir Nicholas Quenton-Harper diventa una eccitante scommessa; per l’avido collezionista Gotthold von Schiller un delirante anelito all’immortalità; per l’affascinante archeologa Royan Al Simma un’orgogliosa conferma dell’insuperata grandezza del popolo egizio... Un tornado di bramosia e di desiderio investe allora la tomba del faraone, ne fa scattare le trappole mortali, scatena gli istinti più oscuri e feroci, imprigiona colpevoli e innocenti in un inebriante vortice di possesso. E ben presto tutti scopriranno che il nemico vero è proprio lui, Taita, che pare aver atteso trenta secoli per poter infine scatenare una caccia al tesoro tanto pericolosa quanto travolgente...

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Dettagli prodotto

  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 1897 KB
  • Lunghezza stampa: 554
  • Editore: Longanesi; 30 edizione (16 ottobre 2010)
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • ASIN: B0065NA3UI
  • Word Wise: Non abilitato
  • Miglioramenti tipografici: Abilitato
  • Media recensioni: 4.2 su 5 stelle 44 recensioni clienti
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Principali recensioni dei clienti

Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Dalla quarta di copertina:
"Da oltre tremila anni, nel cuore dell'Africa pulsa uno straordinario mistero: la tomba leggendaria del faraone Mamose, concepita dallo scriba Taita, il quale, convinto che mai il sepolcro sarebbe stato violato, aveva lanciato la sua sfida ai posteri, vergando su un fragile papiro enigmatiche indicazioni per raggiungere la tomba. Oggi quella sfida diventa per lo spregiudicato sir Nicholas Quenton-Harper un'eccitante scommessa; per l'avido collezionista Gotthold von Schiller un delirante anelito all'immortalità; per l'archeologa Royan Al Simma una conferma dell'insuperata grandezza del popolo egizio"
Usato per un regalo e molto apprezzato.
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Formato: Copertina flessibile Acquisto verificato
Scritto bene come romanzo di avventura. Ma forse un po' troppo distante dalla trama principale è ambientato ai giorni nostri è a saperlo prima compravo il volume di dopo. Se vi è piaciuto il primo non comprate questo passate al libro successivo
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Formato: Formato Kindle
Mi è piaciuto tantissimo. È uno di quei libri da cui non riesci a staccarti fino alla fine, nonostante il buon numero di pagine!
Il collegamento tra l'antico Egitto e i giorni nostri è rappresentato dalla tomba del faraone Mamose, che il suo fidato scriba Taita aveva astutamente nascosto nei pressi delle acque del Nilo e che, quattromila anni dopo, un gruppo di temerari collezionisti d'arte cerca con ogni mezzo di ritrovare. Inizia così una grande sfida fatta di strani papiri, ambigui geroglifici, inquietanti indicazioni e trappole che l'intelligentissimo Taita aveva preparato perchè nessuno arrivasse mai alla tomba del suo amato faraone.
Nel romanzo non mancano avventure di ogni tipo: fughe, scavi, morti, liti e strategie varie; non manca il conflitto tra 'buoni e cattivi' e non manca la storia d'amore. Ci sono aspetti per tutti i gusti...
Si nota la preparazione culturale dell'autore in fatto di Egittologia, di navigazione, di architettura e di guerra. Le descrizioni sono molto meticolose e ricche di termini tecnici. Molto dettagliate anche le descrizioni geografiche e dei luoghi in generale.
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Formato: Copertina rigida
Premetto che il mio primo libro di W.Smith è stato "Alle fonti del Nilo" il quale mi ha entusiasmato molto (sebbene fosse un avventura ma con caratteristiche diverse, bello vedere come cambiano gli approcci alla scrittura tra gli anni 90 e gli anni 2000).
Il Settimo Papiro è un avventura nel vero senso della parola, sembra di vedere un film, le pagine scorrono velocissime, e non c'è tempo di annoiarsi. Non volendo anticiparvi alcunché posso dirvi che in certi casi sembra di vivere in un videogame di quel periodo (un Mario Bros). Rispetto a "Alle fonti del Nilo" ho potuto notare lo scarso utilizzo dell'escamotage "sesso" per coinvolgere il lettore lasciando spazio alla sola animosità avventuriera.
Lo consiglio a chi voglia crearsi un immagine fantasiosa, ma non troppo, dell'antico Egitto ma soprattutto dell'Africa attuale e voglia vivere un'avventura.
Rimane una lettura leggera, poco impegnativa e divertente.
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Formato: Formato Kindle
Uno dei romanzi di Wilbur Smith che preferisco, soprattutto perché si investiga su misteri... egiziani!!!
Quarta di copertina:
Da oltre tremila anni, nel cuore dell'Africa pulsa uno straordinario mistero: la tomba leggendaria del faraone Mamose, concepita dallo scriba Taita, il quale, convinto che mai il sepolcro sarebbe stato violato, aveva lanciato la sua sfida ai posteri, vergando su un fragile papiro enigmatiche indicazioni per raggiungere la tomba. Oggi quella sfida diventa per lo spregiudicato sir Nicholas Quenton-Harper un'eccitante scommessa; per l'avido collezionista Gotthold von Schiller un delirante anelito all'immortalità; per l'affascinante archeologa Royan Al Simma una conferma dell'insuperata grandezza del popolo egizio. Una potente avventura archeologica, un'incalzante caccia al tesoro fitta di enigmi, rivelazioni e colpi di scena, una tumultuosa storia di passioni, di avidità, di coraggio, di amore.
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Formato: Formato Kindle
"Il settimo papiro", del 1995, è idealmente la prosecuzione naturale del libro "Il Dio del fiume" (il primo capitolo della saga degli egizi nata dalla fantasia dello scrittore sudafricano Wilbur Smith) ma può anche essere letto a parte, visto che le vicende narrate in questo nuovo libro si svolgono a distanza di ben tremila anni da quanto narrato nel primo lavoro: ne "Il Dio del fiume", infatti, sappiamo solo che lo schiavo Taita si è incaricato di seppellire il faraone Mamose VIII in una misteriosa tomba realizzata da lui stesso e di cui solo lui ne conosce l'esatta ubicazione (si capisce solo che non si trova entro i confini dell'allora Egitto dei faraoni); in "Il settimo papiro", invece, due archeologi moderni che, forse scopiazzando un po' troppo le avventure di Indiana Jones, si danno letteralmente battaglia per scoprire quel sepolcro. Libro bellissimo e straordinario, anche se leggermente inferiore al precedente, in cui il lettore è chiamato, nella seconda parte del romanzo, a risolvere enigmi ed indovinelli (ma facendo attenzione alle false piste) architettati dal genio di Taita. Anche qui, per concludere, veniamo coinvolti e rapiti dalle calde atmosfere africane ma... comunque, il tutto ha il sapore del già letto da qualche parte! Chiudo con una nota di colore: di questo romanzo, nel 1999, venne realizzato l'omonimo e spettacolare film per la televisione (interpretato dal grande Roy Scheider nella parte dell'archeologo cattivo e senza scrupoli) ma caratterizzato, soprattutto, dalla pessima interpretazione della nostra Valeria Marini.
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